Progettare una newsletter responsive: problemi e soluzioni

Con il successo dei dispositivi mobili (tablet e smartphones), l’accesso a internet si è slegato dalla “vecchia” abitudine che vedeva l’utilizzo di un singolo dispositivo.
Non solo: il primo contatto con un sito web o con una e-mail avviene sempre più spesso su mobile e in particolare sul telefono.
Eventuali approfondimenti e letture dei contenuti linkati alla mail possono, se risultano interessanti per l’utente, essere poi approfonditi su tablet o pc.

Ottimizzare una mai/newsletter per gli smartphone, diventa fondamentale. In caso contrario, si rischia che potenziali interessati cancellino la mail e non vengano raggiunti dalla comunicazione.

Il web marketing porta, non dico una novità al giorno ma quasi… Ultimamente si sente spesso parlare di behavioral retargeting. Si tratta di tecnica di advertising che permette di mostrare pubblicità agli utenti che hanno visitato il tuo sito, ma che non hanno effettuato la conversione, l’acquisto.

Ci sono siti specializzati nell’offrire applicazioni per inserire il retargeting nel tuo shop.

Grazie agli amici di Bubble, ho scovato un articolo interessante che parla di un “retargeting simulato” da realizzare su Facebok, utilizzando i Facebook Ads.

Corporate sites made sense in web 1.0, when you drove traffic to landing pages with banners, and collected email addresses.
Modern consumers are engaged by real-time, social digital experiences which transcend device and are powered by location.

I siti web “corporate” sono forse un rimasuglio del web 1.0, dove l’unico punto importante era convogliare traffico alla propria landing page, ai propri banner e raccogliere indirizzi e-mail per la propria lista di utenti. Ma gli utenti di oggi, vogliono qualcosa di più. Vogliono coinvolgimento in tempo reale, esperienze che trascendono una piattaforma specifica e spesso sono potenziate dalla geolocalizzazione.

Ian Crocombe, planning director presso la digital agency AKQA

I siti web ufficiali dei brand più famosi stanno forse morendo? I soliti catastrofisti… le solite farsi ad effetto…

L’attività di link building è diventata sempre più complessa, come abbiamo spiegato più volte in precedenti post a causa di pinguini e altri animali messi in giro da Google, per scoraggiare i posizionamenti “artefatti”.
Bisogna fare attenzione a molte variabili che sono cambiate con gli ultimi aggiornamenti di Google e molte cose che prima funzionavano ed erano semplici da fare, adesso non contano più o possono addirittura procurare una penalizzazione.