Implementare strumenti di monitoraggio e tracciamento del traffico internet per le PMI, non richiede investimenti rilevanti. Richiede la capacità di estrarre i dati giusti, nel mare magnum di indici, filtri e parametri e di interpretarli correttamente. Un valore in sé non è né “buono”, né “cattivo”. Cosa rappresenta, nella nostra strategia, va interpretato, in relazione, per esempio, al contesto del mercato, e agli obiettivi che ci siamo dati.

Le parole vanno trattate con cura e rispetto, vanno maneggiate con cautela e usare quelle giuste è fondamentale per costruire storie coinvolgenti. Una cosa è dire “brutto”. Ben diverso è utilizzare: spiacevole, ignobile, rivoltante, nauseabondo, mostruoso, laido, meschino, debole, vile, asimmetrico, schifoso, osceno, spaventoso, rozzo, insulso, inguardabile, improponibile, abominevole, indecente…

“Mi chiamo Junwoo e ho quattro mesi. Sto andando negli Stati Uniti con la mia mamma e la mia nonna a trovare lo zio. Sono un po’ nervoso e preoccupato perché è il primo volo della mia vita, il che significa che potrei piangere e fare rumore. Cercherò di stare tranquillo ma non posso promettervelo. Scusatemi. Così mia madre ha preparato questo pacchetto con dei dolci e dei tappi per le orecchie. Usateli quando ci sarà troppo rumore a causa mia.”

Una volta, per chi faceva marketing era semplice. C’erano solo TV, radio e quotidiani. Il consumatore era ostaggio delle pubblicità e dei centri commerciali. Oggi viene pubblicato un milione di libri all’anno, sui nostri smartphone possiamo leggere centinaia e centinaia di pagine di notizie, articoli, approfondimenti. Ci sono più formatori, corsi, club e istruttori di quanti sarebbe mai possibile prendere in considerazione.