[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3117" css=".vc_custom_1472624750559{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text]Chi fa web marketing, e soprattutto social media marketing, deve prima o poi fare la conoscenza con un "ospite" invadente e spesso poco gradito: il famigerato "epic fail". Notizia di oggi: epic fail di Zara. Aveva messo in vendita una maglia per bimbi a righe bianche e blu con una grossa stella a sei punte sul petto. Vi fa pensare a qualcosa? Ora, cerchiamo di analizzare la situazione, senza pregiudizi di nessun tipo. Sembrerebbe una gaffe madornale e in larga parte lo è. La t-shirt, prodotta in Turchia, era disponibile per Zara Israele, Francia, Albania e Svezia. E la notizia della stella di David che ricorda l’olocausto ebreo sta facendo il giro di Twitter, indignando diverse persone. Le scuse di Zara Zara ha risposto con un tweet chiedendo scusa ai suoi clienti: “Chiediamo veramente scusa ma il capo era ispirato alla stella dello sceriffo dei classici film western. Ora non è più disponibile nei nostri storse”. Io credo che effettivamente si potesse fare più attenzione

[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3112" css=".vc_custom_1472625844664{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text] Social media: 4 suggerimenti per la comunicazione visiva Le immagini capaci di interrompere lo "swipe" sono uno dei modi migliori per comunicare sui social media. Cosa significa interrompere lo "swipe"? Su un cellulare, un tablet o un computer, siamo ormai abituati a scorrere ciò che visualizziamo. Accade sia nelle pagine web, che nelle app dei vari social network. Quando ciò che vediamo ci colpisce, smettiamo di scorrere i contenuti per soffermarci sull'immagine che ha catturato la nostra attenzione, rallentando o interrompendo lo scorrimento per visualizzare la foto nei dettagli. Ecco cosa si intende con interruzione dello "swipe". Le immagini accattivanti sono in grado di interrompere lo "swipe" e focalizzare l'attenzione sui nostri contenuti. iStock Photos, il popolare sito di immagini di stock, ci fornisce alcuni preziosi suggerimenti: 1. Dai spazio all'immaginazione del cliente. Le immagini più efficaci spesso lasciano spazio all'interpretazione e, soprattutto, all'immaginazione. La casa automobilistica tedesca Audi spalanca le porte all'immaginazione del cliente. Con quasi tutte le immagini utilizzate, il cliente ha una totale libertà di interpretazione. Questo marchio ritiene che i suoi clienti abbiano "il coraggio di reinventare il possibile" e trasmette questa visione utilizzando immagini

[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3110" css=".vc_custom_1474362711116{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text]La domanda classica, quando si definisce un piano di web marketing, è: "Posso fare Google Adwords più avanti? Possiamo aspettare un po' per vedere come va, prima?". Le strategie possibili sono molte, ma rinviare, o non considerare l'utilizzo di Google Adwords, nasconde indubbiamente delle "insidie" (è il termine più neutro che mi è venuto in mente). In realtà di tratta di un autogol clamoroso, più che altro. Per capire perché Google Adwords "serve", vediamo di comprendere come funziona e quando ci può venire in aiuto. Google AdWords è il programma pubblicitario a pagamento di Google che permette agli inserzionisti di scegliere le parole chiave che attiveranno la pubblicazione dei loro annunci. Offre visibilità ulteriore al sito ed è particolarmente utile in momenti particolari della vita del sito: all'inizio, quando il sito è nuovo e nessuno, poverino, lo conosce, in momenti specifici dell'anno quando ci sono promozioni, offerte speciali, eventi particolari. Google Adwords funziona con il cosiddetto "pay per clic": il clic verrà addebitato solo se l’annuncio, oltre a essere pubblicato e visualizzato (impression) è anche cliccato (clic). La pertinenza delle parole chiave Il grosso vantaggio dell’uso di AdWords è quello di poter visualizzare gli

[vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h2" border_width="5" size="34" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="30" align="left"]Piccola guida Pinterest[/mk_fancy_title][vc_column_text] Organizzazione, regolarità e qualità delle immagini: ecco le linee guida essenziali per farsi seguire su Pinterest. Verificare il tuo profilo Pinterest Brand o utente, sembrerete più affidabili e professionali se il vostro profilo sarà verificato. Quando avrete verificato il vostro account di Pinterest (il procedimento è molto semplice), verrà visualizzato un segno di spunta accanto alla URL nel profilo Pinterest. Questa “V” spiccherà nella visione da mobile e durante la ricerca. Oltre a costruire la fiducia, la verifica dell'account permette anche di visualizzare la bacheca delle statistiche (analytics), per verificare come stanno andando i vostri pin e organizzare il vostro piano editoriale di conseguenza. Usa i Rich Pin Per arricchire l’immagine con informazioni, ricette e altri dettagli si possono implementare i Rich Pin, che sono una tipologia particolare di Pin: la visualizzazione di queste informazioni è messa in risalto e catturerà l’attenzione dei potenziali follower. Più informazioni darete ai vostri follower più saranno interessati a seguirvi. Ottimizza il tuo sito per Pinterest È importante che il vostro sito abbia gli strumenti per "pinnare" in modo semplice ed immediato i  contenuti: quando un' immagine piace a molte persone, sarà immediato per loro condividerla pinnandola. Cura la

Lo svuotamento della cache del browser Web forza il browser a caricare le versioni più recenti dei programmi e delle pagine visitate. Internet Explorer L'eliminazione della cache Web in Internet Explorer (IE) varia in base alla versione di IE e Windows in uso. Le opzioni per rimuovere le pagine Web inserite nella cache si trovano in Strumenti (Opzioni Internet o Sicurezza), Cronologia esplorazioni in IE. Firefox Fate clic su Strumenti nella barra dei menu di Firefox Fate clic su Opzioni Nelle opzioni Avanzate, fate clic sulla scheda Rete Cancellate la cache in Contenuti Web in cache Chrome Fate clic sull'icona Personalizza nella barra degli strumenti del browser Selezionate Impostazioni, quindi Mostra impostazioni avanzate In Privacy, selezionate Cancella dati di navigazione Nella finestra di dialogo visualizzata, selezionate le caselle di controllo per i tipi di informazione che desiderate rimuovere. Selezionate la quantità di dati che desiderate eliminare dal menu in alto. Selezionate "tutto" per eliminare tutti i dati. Fate clic su Cancella dati di navigazione Safari 6 e prec. Per vuotare la cache di Safari puoi seguire due strade. La prima consiste nel seguire il percorso safari > Vuota la cache

[vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h3" border_width="5" size="42" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]Tutto è misurabile sul Web (con Google Analytics)[/mk_fancy_title][vc_column_text]Non ci stancheremo mai di ripetere, quando presentiamo un progetto di web marketing, che ormai sul web quasi tutto è misurabile. Nell campagne promozionale tradizionali, anche se teoricamente era possibile farlo, in alcuni casi, venivano davvero misurati i risultati? Sul web è tutto "tracciabile"; possiamo arrivare a capire quanto traffico ci porta ogni singola fonte, e, nel caso di un e-commerce, quanto quella fonte ci ha consentito di vendere. Lo strumento ideale è Google Analytics Google Analytics permette di monitorare gli accessi alle pagine dei nostri siti in modo più specifico di quanto possiate immaginare, grazie ad alcuni parametri che vanno aggiunti agli URL (gli indirizzi) da diffondere. Con questo sistema risulta quindi possibile tracciare le campagne su qualsiasi mezzo e non solo le campagne Pay Per Click (PPC) con Google AdWords. Volete sapere quanto traffico vi porta quelli specifico post ds Facebook, su G+, su Pinterest? Ecco, con questo sistema lo si può fare. Per tracciare i risultati di queste specifiche campagne, Google Analytics mette a disposizione cinque parametri da aggiungere agli URL, di cui tre sono obbligatori: utm_source [obbligatorio] serve ad identificare la sorgente da cui

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h1" border_width="5" size="32" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]L'ottimizzazione di base per il posizionamento sui motori di ricerca[/mk_fancy_title][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text][tratto da Come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca, di Giuseppe Lanzetta] Come realizzare una pagina perfettamente ottimizzata per i motori di ricerca? Nella nostra offerta lo abbiamo chiamato SEO base: include tutte le attività necessarie per ottimizzare una pagina per i motori di ricerca. Ecco lo schema di una pagina perfettamente ottimizzata Meta Tag dell’Head Title L’elemento più importante in una ottimizzazione on-page delle keyword è il tag title. Le parole chiave dovrebbero essere inserite all'inizio della breve frase che compone il "title". Meta Description Anche se non utilizzato per il ranking, il tag description è importante perchè negli snippet dei risultati della ricerca le parole chiave vengono evidenziate in grassetto, catturando lo sguardo degli utenti e contribuendo ad aumentare il click-through (il tasso di click rapportato al numero di visualizzazioni) Meta Keyword Questo tag non è ormai più utilizzato dai motori di ricerca, per cui può tranquillamente essere omesso Meta Robots Se il nostro obiettivo è ottimizzare la pagina per i motori di ricerca, bisogna stare attenti che l’istruzione presente in questo meta tag non disabiliti l’accesso

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h3" border_width="5" size="34" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]Realizziamo siti web (e non solo) a Cremona (e non solo)[/mk_fancy_title][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text]Un titolo un po' strano, vero? Beh, "realizziamo siti web" è una frase che, dall'analisi congiunta dei dati di Google Analytics, e di quelli di Strumenti per Webmaster, risulta essere apparsa almeno 30 volte al mese, associata al nostro sito, quando un utente l'ha cercata su Google. Però, non ci ha portato click. Perché? Perché non eravamo in prima pagina, nei risultati di Google, per questa frase. Ecco che per migliorare il posizionamento (e non solo) stiamo scrivendo un articolo sul Blog che parla di

[vc_row fullwidth="false" attached="false" padding="0"][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h1" border_width="5" size="40" line_height="40" color="#393836" font_weight="600" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]Quanto può davvero costare un sito web?[/mk_fancy_title][vc_column_text]Tempo fa, abbiamo ricevuto da un nostro potenziale cliente un elenco di domande che a lui servivano per conoscere meglio noi e il servizio che offriamo. Per la stessa ragione, per farci conoscere meglio, riteniamo utile pubblicare queste domande e risposte; pensiamo possano anche sgombrare il campo da alcuni piccoli equivoci, che inevitabilmente si presentano quando si affronta per la prima volta l'argomento o, più semplicemente, si vuole migliorare la qualità della propria presenza sul web. Non ci soffermeremo sull'argomento già trattato in molti blog "perché un sito web non può costare 100 euro

l Visual Storytelling è al centro delle strategie di comunicazione sia delle aziende che dei professionisti, perché non basta più pubblicizzare i propri prodotti o servizi, ma è necessario raccontarli emozionando. Per Seth Goding: “Il nuovo marketing ha lo scopo di raccontare storie, non di concepire pubblicità.” È la vita racchiusa nell’esperienza reale a catturare la nostra attenzione. È il racconto a trasformare il vissuto in un’esperienza da ricordare.

[vc_row][vc_column][vc_column_text] L'importanza di raccontare una storia: lo storytelling [/vc_column_text][vc_column_text]Raccontare una storia: cattura l’attenzione, connette le persone e spinge all’azione. Esistono dei metodi per creare una storia di successo? Se non un vero e proprio metodo, certamente è possibile individuare i fattori chiave, che rendono un racconto interessante. Sì, a questo proposito ecco già una prima indicazione: si devono scrivere dei racconti, qualcosa di coinvolgente, quindi no al burocratese, alle frasi contorte con 4 subordinate per periodo, no ai luoghi comuni triti e ritriti. 1. Concentrati sulle passioni e le emozioni delle persone Una buona storia ha un protagonista, il che significa che si basa su sensazioni ed emozioni umane, non su dati e statistiche. Quindi raccontare una storia serviti di un personaggio, che può essere il narratore o il protagonista della storia; ti aiuterà a creare un maggior coinvolgimento e a raggiungere più facilmente con le persone. Una volta stabilita questa connessione, forse potrai permetterti di parlare di ‘numeri’. Devi parlare al cuore prima che alla mente, all'emozione prima che alla ragione. E le storie sono nate per questo. 2. Rendi partecipe il pubblico Le migliori storie catturano l’attenzione rendendo le persone partecipi e facendo in modo che desiderino intervenire nel corso degli eventi. Se stai cercando di proporre un nuovo

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Concorsi a premi (contest) e Facebook Ovvero Zuckerberg contro la burocrazia italiana Lo scorso 27 Agosto Facebook ha modificato le linee guida sulle promozioni, suscitando l'entusiasmo dei social media manager di tutto il mondo per la maggiore libertà  concessa nella gestione dei contest. Le linee guida del social, infatti, hanno sempre proibito alle aziende di organizzare concorsi direttamente sulla propria timeline. L'unico modo per realizzare un concorso a premi su Facebook era ricorrere ad applicazioni dedicate, a cui si accedeva da una tab della pagina. Cosa dice, invece, il nuovo regolamento di Facebook su contest e promozioni? La novità  più importante è, appunto, quella di poter gestire i contest direttamente dalla fanpage. Non c'è più bisogno di sviluppare applicazioni esterne per veicolare concorsi e promozioni; ora basta un semplice post (in teoria

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Web marketing: trovare clienti con internet in modo veloce!

Le informazioni viaggiano a velocità decisamente elevata. Nel mondo del marketing, così come nell’ambito delle comunicazioni commerciali, la rapidità di trasmissione delle notizie e dei dati è divenuta fondamentale, unitamente alla facilità di reperire e diffondere le informazioni. Fare pubblicità con internet significa farsi trovare prima della concorrenza e, di conseguenza, giungere prima di altre aziende al potenziale cliente. Il web marketing, in questo senso, ha il compito di studiare il mercato e sviluppare strategie che possano permettere all’impresa, piccola o grande che sia, di trovare clienti con internet.

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] I social network e i commenti degli utenti Il post di oggi si ricollega a quanto scritto nell'articolo dal titolo "I social network e l'empatia". Sembra esserci un livello di aggressività, a tratti inspiegabile, nel tenore dei commenti su Facebook, sugli altri social e sui blog. Si tratta di un aspetto e di un fenomeno che dobbiamo tenere in particolare considerazione, visto che stiamo insistendo, in questo blog, sulla necessità di attuare una strategia di "produzione di contenuti" o "content marketing". Se produciamo contenuti originali e interessanti, dobbiamo essere prontissimi a controbattere eventuali battibecchi, con i nostri lettori, che saranno anche potenziali o attuali clienti. E non dobbiamo farci prendere dal panico: già nella vita di tutti i giorni non si può piacere a tutti e ciò che diciamo, le nostre idee, le nostre azioni sono soggette, appunto, a commenti e a critiche. In rete questo fenomeno è amplificato. Occorre esserne più che consapevoli. Interessantissimo, ci pare, a tal proposito, questo articolo di Massimo Mantellini, apparso su www.ilpost.it [

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Il misterioso "direct" di Google Analytics Google Analytics fornisce una mole estremamente ampia di dati. A volte ci si imbatte in voci di difficile interpretazione. Recentemente mi è stato chiesto, da un cliente molto attento alle questioni legate al web marketing, che significato avesse la voce "direct" nelle sorgenti di traffico. Principalmente la voce "direct" indica il traffico derivante dagli utenti che conoscevano l'indirizzo del tuo sito internet, e che, quindi, per arrivare a visitarti, hanno digitato direttamente per es. www.bubbleweb.it. Principalmente appunto, ma non solo

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] I contenuti che faranno felice Google e anche i tuoi lettori Ecco alcune idee per avviare un’attività di content marketing. Produrre contenuti costantemente aggiornati, originali e nuovi è l'unico modo per posizionare realmente in modo adeguato un sito sui motori di ricerca. 1. Le interviste I contenuti di qualità sono sempre la direzione migliore da scegliere. Chi può creare qualità meglio di un esperto di un particolare settore? La forma migliore per pubblicarli può essere quella dell’intervista. I vantaggi che si ottengono: aumentarà la fiducia da parte della community che segue il sito e gli esperti intervistati a loro volta vorranno condividere il contenuto e Google apprezzerà le citazioni. 2. Le liste Le liste sono considerate come un modo semplice e intuitivo per raccogliere informazioni e l’idea di leggere, ad esempio la “top 10” di un argomento implica l’aver selezionato tra decine e decine di contenuti per giungere alle 10 migliori. Questa considerazione certamente aumenterà l’interesse di un potenziale lettore. 3. Gli aggregatori di risorse Organizzate, catalogare, raggruppare i contenuti, offre un valore aggiunto agli utenti e Google guarderà con occhio benevolo a questo ulteriore sforzo. 4. I canali social Sembra banale ma spesso non viene fatto, perché il social media marketing viene gestito separatamente. Aggiornare sempre i canali, da

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] I social network e l'empatia Sull'Huffington Post e sul supplemento de La Repubblica, D, è comparso un articolo sull'empatia, e sul ruolo che la tecnologia svolge, nel "mediare" il nostro rapporto con gli altri. Tutto inizia con una intervista a Bill Drayton. Bill Drayton è il fondatore di Ashoka, organizzazione non profit che da tempo promuove l'imprenditoria sociale, termine da lui coniato e diffuso nel mondo. La visita è iniziata chiacchierando del bimbo appena nato a uno dei giornalisti, autori dell'intervista, a cui è stata regalata, dallo stesso Bill, una tutina con la scritta "maestro di empatia". L'empatia è una cosa che si pratica in due e il modo migliore per coltivarla è dare l'esempio. L'amore fa sviluppare il cervello. Dobbiamo crescere bambini mostrando immagini d'amore. I filosofi lo sanno da secoli."Nessuno può vivere felicemente curandosi soltanto di se stesso", scriveva Seneca e saper dare è considerato in modo unanime un passaggio chiave per la realizzazione spirituale, in quasi tutte le tradizioni e pratiche religiose. "Solo una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena di vivere", diceva anche Einstein. Dal punto di vista scientifico, pare che siamo così predisposti in questo senso, che quando diamo agli altri i nostri geni ci

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Produrre contenuti, uscire dalla crisi Mi rendo conto che il titolo è un po' altisonante. Però contiene un verità incontestabile, ripetuta tante volte negli articoli del nostro sito: realizzare un sito internet è solo la prima parte del lavoro. L'obiettivo è uno solo: trovare nuovi clienti. Il metodi per raggiungere questo obiettivo gravitano tutti intorno a questo concetto: è indispensabile produrre contenuti originali, freschi, accattivanti, interessanti. La produzione di contenuti che rispondano a questi requisiti ha un forte impatto su tutti gli elementi che compongono un piano di web marketing: sono importanti per il posizionamento sui motori di ricerca (SEO) - google premia contenuti nuovi ed originali, non copiati possono generare "viralità", cioè voglia di condividerli sui social network e diffonderli, perciò, presso un pubblico più ampio rendono più efficaci tutte le altre forme di web marketing (e-mail marketing, campagne per pare clic

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] E-commerce e Net economy, un passaggio necessario per la competitività delle PMI Per migliorare i processi di business della Piccola media impresa, in Italia, parlare unicamente di commercio elettronico è un po’ limitativo; sarebbe meglio parlare di net-economy, nel suo complesso. L’impatto e l’efficacia di internet non vanno valutati esclusivamente in termini di vendita diretta del prodotto. Le transazioni possono anche avvenire off-line, ma sono le modalità di comunicazione delle caratteristiche del prodotto così come il dialogo tra consumatore e produttore, che avvengono on line e che si rivelano determinanti per concludere una vendita. L’acquisto spesso avviene in questo modo: il potenziale cliente vede il prodotto sul sito, si informa su tutti i pregi e difetti, leggendo articoli, blog, commenti di altri utenti;  a questo punto, potrebbe acquistarlo on line o potrebbe anche recarsi nel punto vendita. In entrambi i casi il “motore” dell’acquisto sarebbe stato comunque il web, non inteso come il “semplice” sito, ma come tutto quell'insieme di informazioni e dati reperibili on line, spesso lasciati direttamente dai consumatori.  L’interazione tra l’azienda e l’utente, è un fattore di cui si parla meno, ed è forse il fenomeno più rivoluzionario di questi ultimi 2 anni. Si parla dei Social Network quasi sempre come fenomeno di costume;

Google Adwords, ma dobbiamo iniziare ad abituarci a chiamarlo, da oggi in poi, Google Ads è sicuramente uno degli strumenti più potenti ed efficace per promuovere e rendere visibili il tuoi contenuti online.

Perché Google Ads?

Ce lo spiega direttamente Google stessa nella sua pagina introduttiva: https://ads.google.com/intl/it_it/home/

Raggiungi sempre più clienti.

Se vuoi attirare nuovi visitatori sul tuo sito web, incrementare le vendite online, ricevere più telefonate oppure fidelizzare i tuoi clienti, Google Ads è lo strumento giusto.

Raggiungi le persone giuste al momento giusto.

Gli utenti trovano la tua attività su Google nel momento stesso in cui cercano i prodotti o i servizi che offri.

Imposta correttamente la tua campagna Google Adwords e dormi sonni tranquilli…

Quando si inizia una campagna Google Adwords, se il budget è elevato, i risultati saranno più rapidi, non c’è dubbio… e anche più semplici da raggiungere.
Google Adwords è come un rubinetto: una volta aperto, l’acqua sgorga abbondantemente; se lo chiudi, ovviamente, smette di scendere.

Google Adwords però è un ottimo strumento anche quando si ha un budget limitato: e questo non tutti lo sanno.

Come tanti altri aspetti del web marketing, sembra che il “fai da te” sia la via più economica… come sempre, è la considerazione più sbagliata, perché poi, inevitabilmente si commettono degli errori, che alla fine ci faranno spendere di più. Di più, soprattutto, di quanto avremmo speso se avessimo chiesto la consulenza si un professionista; e, guarda caso, Bubble è qui per questo 🙂

Una campagna Google Adwords, va impostata nel modo corretto, per risparmiare, certamente, ma, soprattutto, per ottenere risultati migliori.

Un pendolo interattivo con cui sperimentare quello che il fisico francese Léon Foucault dimostrò con il suo celebre esperimento, la rotazione della Terra sul proprio asse. Google in occasione del 194esimo anniversario dalla nascita dello studioso oggi, 18 settembre 2013, celebra con un doodle animato che rappresenta il suo più conosciuto esperimento.

I doodle sono i disegni o le animazioni che appaiono sulla home page di Google in occasione di particolari eventi o ricorrenze. Al posto del classico logo nella home page del motore di ricerca oggi un disegno che illustra il pendolo di Foucault con due pulsanti che permettono di far ruotare o oscillare il pendolo, facendo cadere i pesetti e dimostrando la teoria della rotazione. Questo sistema fu presentato per la prima volta in pubblico a Parigi nel 1851 all’Osservatorio di Parigi.

Il layout responsive per il sito internet, in cui la grafica si adatta, in relazione alle dimensioni del display su cui si sta visualizzando il sito… non riguarda più i siti web, in senso stretto, appunto.
Con il proliferare delle periferiche a disposizione (monitor di mille formati e risoluzioni, tablet, smartphones, internet TV…) anche un oggetto che aveva misure fisse, che più fisse non si può, ha cambiato volto: parliamo delle copertine dei social, la grande immagine che vediamo in alto nei nostri profili o nelle nostre pagine.

Cosa succede esattamente?
Prendiamo l’esempio, probabilmente, con la variabilità (di visualizzazione) più netta, tra un dispositivo e l’altro… You Tube.
La porzione di immagine, della copertina You Tube, che è visibile suo vari devices, cambia nettamente, tra versione desktop, tablet, versione TV… perché you tube, naturalmente, trattandosi di video, viene utilizzato moltissimo anche sui moderni televisori, con connessione a internet incorporata.

Genesi 9-18: “I figli di Noè che uscirono dall’arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan. Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.
Da Sem discenderanno i popoli semiti (tra cui ebrei e arabi), da Cam discenderanno i popoli africani mentre da Jafet i popoli europei (Greci e Romani)…”

No, non siamo diventati un Blog di esegesi biblica… e non stiamo profetizzando il diluvio universale (la foto sopra ritrae, infatti, il monte Ararat, dove si dice, si sia fermata l’arca di Noè)… no… è che le sigle e gli acronimi, a volte, sono davvero strani. Sem… che sarà mai? Chi era costui?

Sem è, appunto, un acronimo, tipico del web marketing.

Le iniziali stanno per “Search Engine Marketing”, ovvero “Marketing dei motori di ricerca”.

Indichiamo con questo termine le campagne pay per clic, Google Adwords.

Ecco le indicazioni che ci dà direttamente Google per iniziare a muoversi nel mondo di suoi Adwords; indicazioni utili per ottenere un buon bilanciamento tra costi e traffico ottenuto.

Lavorando con gli strumenti e le leve del web marketing, dobbiamo sempre porci degli obiettivi; il primo obiettivo, può essere quello di aumentare il traffico al nostro sito; soprattutto se il sito è nuovo e non si possono ottenere apprezzabili risultati con il posizionamento organico (SEO), in tempi brevi.

Secondo uno studio del Rensselaer Polytechnic Institute di New York, dopo due ore d’uso, la luce Led dei display degli apparecchi elettronici riduce del 22 per cento il livello dell’ormone che regola il sonno e la veglia, la melatonina. Ma gli esperti non sono tutti così pessimisti

Un’overdose di bagliori e raggi che costellano il nostro universo quotidiano. Se non bastasse l’inquinamento luminoso cittadino, al riparo tra le mura domestiche, ci sono computer, tablet smartphone, diventati ormai feticci indispensabili per grandi e piccini. Usati persino per guardare la tv, come dimostra un’indagine di mercato condotta da Ooyala.

Aggeggi che “rovinano il sonno di migliaia di persone”, tuonano gli esperti.

“Solo se usati in modo eccessivo e scorretto”, replicano i progressisti. Il risultato: dormiamo sempre peggio, sempre meno. Una media di sei ore al giorno, a fronte delle otto necessarie a ristorarsi, dicono i medici. Circondati da stimoli visivi che catturano la nostra attenzione, basta un piccolo brilluccichio del telefonino e addio Morfeo.

Qualcuno li ha chiamati i “killer della melatonina”, per altri “basta saperli usare”.

Progettare una newsletter responsive: problemi e soluzioni

Con il successo dei dispositivi mobili (tablet e smartphones), l’accesso a internet si è slegato dalla “vecchia” abitudine che vedeva l’utilizzo di un singolo dispositivo.
Non solo: il primo contatto con un sito web o con una e-mail avviene sempre più spesso su mobile e in particolare sul telefono.
Eventuali approfondimenti e letture dei contenuti linkati alla mail possono, se risultano interessanti per l’utente, essere poi approfonditi su tablet o pc.

Ottimizzare una mai/newsletter per gli smartphone, diventa fondamentale. In caso contrario, si rischia che potenziali interessati cancellino la mail e non vengano raggiunti dalla comunicazione.

Il web marketing porta, non dico una novità al giorno ma quasi… Ultimamente si sente spesso parlare di behavioral retargeting. Si tratta di tecnica di advertising che permette di mostrare pubblicità agli utenti che hanno visitato il tuo sito, ma che non hanno effettuato la conversione, l’acquisto.

Ci sono siti specializzati nell’offrire applicazioni per inserire il retargeting nel tuo shop.

Grazie agli amici di Bubble, ho scovato un articolo interessante che parla di un “retargeting simulato” da realizzare su Facebok, utilizzando i Facebook Ads.

Corporate sites made sense in web 1.0, when you drove traffic to landing pages with banners, and collected email addresses.
Modern consumers are engaged by real-time, social digital experiences which transcend device and are powered by location.

I siti web “corporate” sono forse un rimasuglio del web 1.0, dove l’unico punto importante era convogliare traffico alla propria landing page, ai propri banner e raccogliere indirizzi e-mail per la propria lista di utenti. Ma gli utenti di oggi, vogliono qualcosa di più. Vogliono coinvolgimento in tempo reale, esperienze che trascendono una piattaforma specifica e spesso sono potenziate dalla geolocalizzazione.

Ian Crocombe, planning director presso la digital agency AKQA

I siti web ufficiali dei brand più famosi stanno forse morendo? I soliti catastrofisti… le solite farsi ad effetto…

L’attività di link building è diventata sempre più complessa, come abbiamo spiegato più volte in precedenti post a causa di pinguini e altri animali messi in giro da Google, per scoraggiare i posizionamenti “artefatti”.
Bisogna fare attenzione a molte variabili che sono cambiate con gli ultimi aggiornamenti di Google e molte cose che prima funzionavano ed erano semplici da fare, adesso non contano più o possono addirittura procurare una penalizzazione.

La procedura per collegare Google Adwords con Google Analytics, purtroppo non è molto intuitiva.

C’è stato bisogno dell’intervento dell’assistenza di Google cui devo, per inciso, fare dei super-complimenti: attenti, cordiali, rapidi, efficaci… capaci davvero di risolvere il problema… lontani anni luce dalle mefitiche assistenze dei vari gestori di telefonia, tanto per fare un esempio.
Li ho chiamati quasi in lacrime, e mi hanno risposto con tempestività ed efficienza.
Dopo questa sviolinata Google mi regalerà 10 centesimi di AdWords gratuiti?

La procedura è questa, forza e coraggio! 🙂

Che cosa è la “link building”?

Letteralmente, “costruzione di link”, indica un’attività volta a creare link che puntano al nostro sito.
Se il nostro sito è linkato da altri siti, è logico aspettarsi che il numero di visitatori aumentino.
Essere linkati da altri cosa indica? Che il nostro sito è ben fatto e i nostri contenuti sono ritenuti interessanti da leggere e da suggerire ad altri.

E l’algoritmo di Google faceva leva proprio su questo per posizionare un sito, in relazione alle parole chiave che esso conteneva.
Oltre ai fattori interni alla pagina (parole chiave contenute nel titolo della pagine, nei titoli dei paragrafi, nel corpo del testo) era fondamentale la “link popularity”.
Se tanti link contenenti la parola chiave “abito da sera nero”, puntavano a www.miosito.it, allora per Google www.miosito.it “meritava” di apparire ai primi posti nella pagina dei risultati di ricerca, quando un utente digitava la frase “abito da sera nero”.

Questo meccanismo è quello che ha reso Google leader assoluto, segnando un drastico salto qualitativo, rispetto alla precedente generazione di motori di ricerca.

Ma, una volta compreso il meccanismo, in tanti se ne sono approfittati.

Era possibile acquistare o procurarsi in vario modo migliaia di link per una certa parola chiave e in breve e con poco sforzo il nostro sito sarebbe balzato ai primi posti.

 Con l’algoritmo Penguin, il modo di fare link building è completamente cambiato.

Non trasformare in spazzatura i tuoi investimenti pubblicitari

Premessa necessaria: non vogliamo insegnare a nessuno il proprio mestiere.

Vogliamo essere solo buoni consiglieri, perché è nostra intenzione proporci come consulenti, non solo, come troppo spesso è stato inteso, come puri esecutori tecnico-creativi.

Abbiamo sentito ripetere tante volte, come un mantra: “eh, ma il sito internet ci vuole, ma adesso non è una priorità… lo faremo, ma ora ci sono altre cose importanti su cui dobbiamo concentrarci”.

Perché internet, o meglio il web marketing, non è percepito come un’attività strategica?
Forse perché per anni, in un certo senso, si sono davvero buttati via dei soldi… non tanto in lavori di bassa qualità, ma in lavori la cui reale efficacia non è mai stata misurata.

Chi ha misurato, con un qualsiasi strumento, l’impatto/efficacia del proprio sito web alzi la mano… o faccia un click 😉

Con una Squeeze Page stabiliamo il primo contatto con i nostri potenziali clienti

Non è una denominazione gentilissima, se traduciamo letteralmente il termine “squeeze”.
Squeeze vuol dire spremere… stiamo spremendo un cliente dunque?
No, non è esattamente così. Stiamo solo cercando di stabilire un primo contatto, cercando di costruire quel rapporto di confidenza e di fiducia tipico della Post Trust Era, in cui il cliente è diventato sempre più diffidente di ciò che gli viene detto o raccontato.

Lo scopo della “squeeze page” è quello di ottenere almeno l’indirizzo e-mail di un cliente potenzialmente interessato a noi.
Attenzione, però… Se appena incontrata una persona, chiedessimo subito il suo numero di telefono, senza fornire una motivazione precisa, di sicuro scatterebbe il muro della diffidenza, che probabilmente sarebbe invalicabile, da quel momento in poi.
Allora, è chiaro che bisogna agire in modo molto più soft e in modo da infondere una progressiva e crescente fiducia su ciò che di buono siamo in grado di offrire.

Una squeeze page, (chiamata anche lead capture page, opt-in page o funnel page), non è altro che un particolare tipo di landing page che ha come unico obiettivo la raccolta del nome e dell’indirizzo email permettendoti di avere tutti i dati che ti servono per intraprendere un rapporto con il tuo nuovo lead.

Abbiamo già parlato, in un post dedicato al posizionamento dei siti degli hotel, di Google Panda, uno dei più importanti aggiornamenti agli algoritmi di Google, che penalizza siti di scarsa qualità, in termini di contenuti.

Ora affrontiamo l’altro strano animale di Google: il pinguino.

La costruzione della “link popularity” è cambiata radicalmente dopo l’avvento di Penguin, il recente aggiornamento dell’algoritmo di Goolge. Molti “trucchetti” ampiamente utilizzati dagli esperti SEO, adesso non portano più alcun risultato, o addirittura rischiano di causare una penalizzazione.

Ecco su cosa agisce Penguin:

La SEO per Hotel è morta?

In tanti articoli, che leggiamo sui blog, sono di moda le frasi ad effetto? “La SEO è morta!”.

Ma ci sono articoli più seri, che non parlano per slogan, che analizzano il problema in tutte le sfaccettature.
Come quello di qui parliamo ora, scritto da Manuel Faè e intitolato, appunto: “Il Seo per hotel è morto?

Partendo dal funerale della SEO, le aziende e i consulenti di web marketing puntano tutto sui social media, sul mobile, su Google Adwords ed altre strategie di web marketing.

In realtà, sul totale delle prenotazioni prodotte dal sito web degli hotel il 32,7% delle revenue sarebbe da attribuirsi alla SEO (risultati organici) e il 22,9% al SEM (inteso come PPC).

Tra l’altro c’è anche una evidente relazione diretta tra la qualità della SEO del sito web ed i risultati delle campagne a pagamento (SEM). Migliore è il SEO del sito (soprattutto per i fattori on page), migliore è l’indice di qualità (Quality Index) assegnato da Google alle campagne di ricerca a pagamento, il che significa ranking più alto degli annunci e minor costo per clic.

Ma la SEO fondamentalmente cos’è? Oltre ai sempre importanti fattori on page è soprattutto una efficace e duratura strategia di creazione di contenuti.

Esploriamo questo oggetto, chiamato landing page, che è un sito, o più in generale, una pagina specifica pagina web, ma non è un sito come siete abituati a immaginarlo.

A volte non serve un vero sito… sono soldi, tempo e fatica sprecata.
La landing page è essenzialmente un sito di una pagina (in una visione più estesa un mini-sito di max 2-3 pagine).

Non solo, a volte il nostro sito contiene già delle landing page, solo che non sappiamo come utilizzarle.
Una landing page è letteralmente una “pagina di atterraggio”; quindi qualsiasi pagina sufficientemente specifica e che contenga un testo persuasivo, che convinca l’utente a contattate al nostra azienda per chiedere ulteriori informazioni, è candidata a divenire una landing page.

Quante volte, in questo momento di crisi, interminabile, mi sono alzato dalla scrivania urlando: “Basta! Io vado a vendere Hot Dog (magari a New York, perlomeno)! Non è possibile andare avanti così!”

Beh, l’Hot Dog che piace a tanti, ma non a tutti, ci fornisce un ottimo spunto per ragionare sulle landing pages.
L’idea di parlare degli Hot Dog mi è venuta leggendo la newsletter di Francesco Gavello e il post sul suo blog: Il Business Degli Hot Dog.

Com’è possibile collegare gli Hot Dog con le landing pages?

Ecco i fattori di posizionamento su Google – secondo Searchmetrics – relativi nello specifico al mercato italiano.

La più grande incognita della SEO è sempre stata l’algoritmo, che è, naturalmente segretissimo. Ci sono tantissimi falsi miti e rumors che circondano l’argomento: come è possibile influenzare l’ordinamento dei risultati delle SERP di Google?

Tra i recenti aggiornamenti degli algoritmi di Google, uno dei più importanti è senza dubbio il Google’s Freshness Update, aggiornamento rilasciato a novembre 2011; Google dovrebbe favorire la “freschezza” dei contenuti con una migliore posizione dei risultati nelle SERP.

Quest’ultimo aggiornamento è stato seguito con molto interesse e se ne è parlato molto ma è giusto ricordare che Google posiziona i contenuti sulla base della loro “freschezza” già da qualche anno.

Ripeteremo più volte in queste pagine che mettere online un sito, senza una strategia “editoriale”, per la generazione e creazione dei contenuti, serve davvero a poco.
Ecco quali sono le tipologie di contenuti su cui si può ipotizzare di lavorare; come dice il titolo, sono contenuti che faranno felice anche Google, oltre che i lettori/potenziali clienti.

Appare evidente che dobbiamo superare la tipica obiezione: “eh ma io non so cosa scrivere della mia azienda e dei miei prodotti!”
Di argomenti ce ne sono tantissimi e quello che dobbiamo sforzarci di fare è di costruire una relazione quasi di “amicizia” con in nostri clienti.

È l’epoca dell’amicizia!

La metafora esibita da Facebook, nelle sue modalità di costruire una rete sociale, è quanto mai efficace.

Il Customer Engagement per le marche, non è più garantito dalla “vecchia” customer satisfaction; oggi occorre costruire fiducia e costruire valore intorno alla marca.

C’è una relazione  bidirezionale tra la marca e il consumatore.

I consumi riprendono, forse… si registra un + 2,6%, a maggio 2013, sugli acquisti con carta di credito.
Vola l’online.

La relazione tra consumatore e marca, però, stenta a decollare:

  • il 65% compra la marca solo se scontata (era il 43% nel 2003)
  • il 9% prende le marche migliori anche se costano di più (era il 32% nel 2003)

Le attese verso la marca sono aumentate ma la marca non sembra ancora una soluzione per una exit strategy dalla crisi.

Aumenta la “cattiveria” del consumatore nel giudicare la marca, basta leggere la spietatezza di alcuni commenti su Facebook in una qualsiasi fan page…

Possiamo vedere oltre la crisi?
Certo che sì… i consumi diminuiscono, per ora, ok… sarà difficile tornare ai livelli precedenti, ok… ma è anche vero che il consumo cambia, il consumatore ha una nuova faccia e dobbiamo essere in grado di interpretare i segni del cambiamento.

Recentemente sono stato a un seminario organizzato da Eurisko che, prima di tutto, mi ha rafforzato alcune idee, soprattutto nel campo del web marketing, che già avevo; mi ha fornito nuovi ulteriori elementi di riflessione, con suggerimenti basati su dati scientificamente certi, per affrontare il “momentum” oltre la crisi, e per dialogare con il cliente, che a tratti sembra diventato uno sconosciuto, con cui è difficile dialogare, nel senso che è molto difficile far comprendere gli elementi di novità e le opportunità che si possono cogliere al di là delle apparenze e del pessimismo diffuso dai principali media.

La presentazione è partita con il discorso Bob Kennedy sulla misurazione del Pil; il benessere di una nazione è realmente misurabile dal valore monetario dei prodotti e servizi che essa è in grado di produrre?
L’indice di benessere e soddisfazione personale, dei cittadini, non è forse di gran lunga più importante?

Quasi tutti i libri ormai, vengono pubblicati, con il loro gemello in versione e-book.
L’ebook però è anche un validissimo strumento per auto-pubblicarsi, quando, come spesso capita in Italia, i grandi gruppi e quelli più vecchi di te “non ti si filano per niente”.
Non è del tutto corretto, però, pensare che l’ebook, sia solo per aspiranti scrittori, novelli Dostoevsky che si avventurano nel mondo della letteratura.

L’ebook è anche un fondamentale strumento, parte della strategia di content marketing, di cui parleremo nei prossimi post.