Bubble per il turismo

La promozione sul web delle aziende che offrono servizi collegati al turismo.

Ne abbiamo già parlato. Se hai tanta voglia di leggere e di scoprire, clicca su “La SEO per Hotel è morta?” Avvertiamo il dovere di spingere gli albergatori, gli imprenditori e gli addetti al marketing a migliorare continuamente i propri siti.

Le tecniche di posizionamento di un sito su Google sono completamente cambiate

Nonostante le clamorose novità negli algoritmi di Google, che hanno sconvolto il modo di posizionare un sito sui motori di ricerca, siano attive da più di 2 anni, la consapevolezza che ormai tutto è cambiato, si è diffusa solo a macchia di leopardo.

Il vero posizionamento ai primi posti lo danno i contenuti di qualità

Alcuni imprenditori guardano con interesse alle potenzialità enormi che ha la produzione di contenuti interessanti e di qualità; altri non si fidano, pensano sia solo uno spreco di risorse o credono ancora a chi propone “trucchetti” per essere magari ai primi posti per qualche mese, per alcune keyword competitive.Ma poi arriva un animale all’apparenza simpatico, ma a suo modo feroce, il Panda a distruggere tutto.

“Panda” è uno degli algoritimi di Google che hanno cambiato tutto

Panda  con la sua fame insaziabile di siti di scarsa, spazzerà via ogni velleità, ogni tentativo di farcela con una scorciatoia, veloce e “risparmiosa”.

Sono i contenuti a fare la differenza.

Solo la produzione di contenuti originali ed interessanti potrà portarvi nuovo traffico e nuovi potenziali clienti.

La produzione dei contenuti, il content marketing, si articola intorno a tutti gli strumenti narrativi che la tecnologia ci mette a disposizione. Parliamo di “strumenti narrativi”, perché oggi i contenuti non devono solo informare, ma devono raccontare, appassionare ed emozionare.

Il nuovo procedimento, narrativo, per raccontare i valori della propria struttura ricettiva, si chiama Storytelling.

Possiamo trovare il content marketing sotto varie “sembianze”:

  • in forma testuale
  • in forma di immagini
  • con un sapiente mix, che mescola testo, graphic design e fotografia
  • in forma video

Il content testuale

È quello più semplice da implementare, ma ha un suo fascino.Un libro non è meno affascinante di un film, no? Sono solo due linguaggi diversi.Si basa sull’utilizzo del blog, che tanti profeti di sventura davano per spacciato, e che è invece tornato prepotentemente al centro delle strategie di comunicazione.

Noi, il blog,  lo utilizziamo quotidianamente. E consigliamo anche a voi di farlo.

Ogni nuovo sito deve avere un blog. E il blog va alimentato con contenuti nuovi, prodotti e scritti in modo costante nel tempo. Ecco perché è opportuno che ce ne occupiamo direttamente noi, perché, salvo casi rari, difficilmente avrete la persona che ha il tempo la disponibilità e le competenze per occuparsene, nel vostro staff.

Il content per immagini

In questo caso la narrazione sfrutta il potente potere evocativo delle immagini.Alcuni esempi?Su Instagram potremo realizzare e pubblicare foto che illustrino momenti di vita all’interno della vostra struttura.Instagram è immediato, “fresco”, capace di catturare l’attimo, perché le foto possono essere scattate anche con l’ausilio di un semplice smartphone.Le macchine fotografiche di questi device hanno ormai raggiunto un livello qualitativo molto elevato. Ciò che conta poi, nello storytelling visuale, è il racconto, non la qualità tecnica “stratosferica dell’immagine”.L’idea conta, non il megapixel, in altre parole.Anche Pinterest fornisce strumenti ideali per uno storytelling basato sulle immagini, sebbene in Italia non abbia ancora raggiunto la fase di maturità, corrispondente ad una diffusione ampia ed uniforme presso i vari target di pubblico.Il turismo è certamente uno degli ambiti in cui il social è più diffuso e può dare il meglio delle sue potenzialità.Quando ci sarà la possibilità di promuovere direttamente Pin, come già fanno Facebook e Twitter con i loro post, il fenomeno Pinterest esploderà al 100%.Pare sia questione di poco, dicono gli analisti.Anche la visita virtuale basata su fotografie panoramiche rientra a pieno diritto in questa categoria. È Google+ il mezzo di elezione per la diffusione di questo tipo di immagini.Ecco alcuni esempi:

Il mix grafica, testo, immagini

È il modello di visual design che applichiamo quotidianamente nella gestione delle pagine Facebook per i nostri clienti.

Un mix di copy (testo), grafica, ed immagini accattivanti, che fanno di ogni post un elemento unico.

Facebook diventa una specie di pagina pubblicitaria, in miniatura.

Con il vantaggio che, rispetto alla carta stampata, Facebook permette di tracciare ogni comportamento dell’utente e perciò di misurare immediatamente i risultati, in termini di visibilità, ottenuti da ogni singolo post.

Facebook ha un rapporto costi/benefici di gran lunga superiore alla carta stampata.

Con un post promosso da 20€ vi fate vedere da almeno 15.000-20.000 persone, con un target definito con assoluta precisione, per raggiungere proprio la fascia di pubblico adatta alla vostra offerta.

Avete un hotel che punta tutto sulla presenza delle famiglie con bambini?

Bene, allora è inutile far vedere il vostro messaggio a single e coppie anziane, non trovate?Abbiamo riassunto in questa pagina del nostro sito alcuni esempi del lavoro fatto sui post Facebook.

Vi invitiamo anche a visitare alcune delle pagine gestite da noi, per comprendere con esempi pratici come si declinano la creazione di contenuti e lo storytelling su questo media.

Eccole qui:

Il video

È il più complesso, tra i media che possono raccontare i pregi e le caratteristiche distintive della vostra struttura ricettiva.È il più affascinante, è quello con maggior possibilità di coinvolgimento del pubblico, è quello con maggior visibilità, anche per i motori di ricerca, è quello con il maggior tasso di crescita e con le migliori possibilità di sviluppo in un futuro più che mai prossimo.

Con il video, lo storytelling riesce certamente ad esprimere tutte le sue potenzialità.

È difficile ricondurre l’analisi delle possibilità tecniche e creative a semplici e rigide categorie.Siamo riusciti, però, con un processo di estrema semplificazione, ad individuarne almeno tre.

  • video narrazioni in cui il narratore, protagonista dell’inquadratura, racconta sé stesso, la sua azienda e la sua mission.
  • video narrazioni brevi che si avvalgono dell’uso della motion graphic (grafica in movimento)
  • video narrazioni più articolate, che si sviluppano in forma di racconto e che integrano riprese realizzate con differenti tecnologie.

Più che il testo, sarà, in questo caso, proprio il video, a parlare, per spiegare, con esempi, qual è il nostro intento ed il prodotto che vi offriamo.

Video narrazioni in cui il soggetto si racconta

È un po’ una rivisitazione, in versione 2.0, del concetto pubblicitario del “testimonial”.Chi meglio di chi gestisce un’attività può raccontarla? E raccontarla “mettendoci la faccia”, è la forma di comunicazione più efficace e persuasiva che ci sia.Nel turismo, poi, l’effetto è ancora più evidente.

Immaginate questo scenario: sicuramente tra i vostri clienti ne avete un gruppo particolarmente “affezionato”. 

Famiglie che prenotano da voi ogni estate, ogni Natale, ogni festa comandata, perché vi conoscono, perché si trovano bene da voi, perché vi chiamano per nome e si sentono a casa.

Sappiamo che la maggior parte delle persone cerca informazioni sul web, quando sceglie il proprio soggiorno e la propria vacanza.Prima di tutto, se avete un sito “emozionale”, in grado di attrarre e coinvolgere il visitatore, in modo che riesca a immaginari quanto sarebbe bello soggiornare preso la vostra struttura, siete già a buon punto.

Ma è ancora un rapporto impersonale. Immaginate a questo punto che il potenziale cliente possa vedere e sentire voi, che raccontate con la vostra voce e la vostra faccia, perché, scegliendo voi, passerà una vacanza indimenticabile.

Riuscite a capire quanto questo nuovo approccio possa essere efficace?

Tecnicamente lo possiamo realizzare con una microcamera, predisposta per registrare audio ad altissima qualità senza bisogno di “microfonare” l’intervistato.

Con un obiettivo grandangolare molto ampio, che permette, prima di tutto, di realizzare un’inquadratura impeccabile anche in ambienti, ristretti, con poco spazio, in condizioni di illuminazione non ottimale.

Ma non solo. È un obiettivo che conferisce all’intervista un look da reportage, da inchiesta… un po’ come le interviste di Report, avete presente?

Questo tipo di sensazione è l’ideale per trasmettere quel senso di autenticità di freschezza, di immediatezza al messaggio che sicuramente volete trasmettere al vostro potenziale cliente.

Vi facciamo vedere la registrazione di un clip musicale, per apprezzarne la stratosferica qualità audio, considerato, soprattutto che la “nostra” videocamera registra con questa qualità direttamente con i microfoni integrati.

Video narrazioni che creano un racconto, in forma “documentaristica”

Il racconto, la storia, diventa più articolato e complesso.
Ci si avvale ti tecnologie particolari: ad esempio l’utilizzo dei droni, per le riprese aeree.

Riprendiamo un esempio di un video realizzato con alcuni nostri collaboratori, che prevede appunto l’utilizzo dei droni. Al centro c’è comunque una narrazione, uno storytelling.
Nel video che vi proponiamo ci concentriamo, però, solo la parte relative alle riprese aeree.

Il grattacielo Unipol di Bologna

Ecco un altro esempio, tratto da un post che avevamo già proposto tempo fa.

Ci piace riproporlo, perché si tratta di un esempio emblematico di come si può narrare una storia, solo con immagini, musica e suoni

Tratto da https://www.chanel.com

Per tornare in tema turistico, ecco qualcosa che ci piace moltissimo, visto recentemente ad un corso che abbiamo seguito sullo Storytelling.
Il video che vedrete è frutto di un bellissimo lavoro svolto per la Regione Basilicata e inserito nel progetto Digital Diary (diari digitali delle bellezze dell’Italia), realizzato da https://www.cantforget.it

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