Noi, come addetti ai lavori, comprendiamo realmente la necessità di misurare il ritorno degli investimenti per le attività di comunicazione. Analizziamo attentamente cosa si può fare e come, perché non sempre è così immediato. I manuali sono pieni di teorie. La realtà e piena di promesse e di piani che, a detta di chi li presenta, garantiscono risultati mirabolanti e successo senza se e senza ma.

Durante la partita Udinese-Lazio dell’8 aprile 2018, i giocatori friulani sono scesi in campo con 11 maglie diverse risalenti a passate stagioni del Club. Ogni maglia appartiene a un tifoso che l’ha collezionata e ora la dona all’Udinese con uno scopo ben preciso: vedere il proprio sogno avverarsi. Una persona, una maglia, una storia. Storie che potrebbero andare a comporre un universo narrativo "transmediale".

In una narrazione la storia ha quasi sempre inizio con il protagonista che vive in armonia e pace; all’improvviso succede qualcosa di grave o di sorprendente, che interrompe lo stato di quiete. L’eroe inizia il suo viaggio, necessario per ritornare alla pace originale. Succede la stessa cosa nel mondo reale: i clienti vogliono risolvere un problema che li affligge. Identificando e parlando del problema il cliente si sente compreso e si avvicina al nostro brand.

"Personas". Che strano termine! Un errore di battitura?!? Non proprio. A tutti sarà capitato di scrivere, o di immaginare di scrivere, un post Facebook per un cliente e pensare “Ma che bella idea ho avuto! Sono sicuro riceverà una marea di mi piace”. E se questo non è avvenuto, ti chiedi subito perché e dove hai sbagliato. Sì, effettivamente, il termine corretto è, personas non persone. Scopri chi sono.

In modo inconscio il nostro cervello analizza costantemente l’ambiente che ci circonda cercando, prima di tutto, le informazioni che soddisfano i nostri bisogni primitivi. Allora è lampante che quando parliamo del nostro business e raccontiamo la storia del nostro prodotto le persone non ci ascoltano e non sono interessate. Siamo spesso troppo focalizzati su “noi”, e non su “loro” (le persone, i clienti). Non li stiamo aiutando a soddisfare i loro bisogni e non genereremo interesse.

Qual è lo strumento migliore per promuoversi online? Google? Facebook? Mi hanno detto che per il mio settore è meglio Linkedin. La mail no, ho provato ma ho visto che poi proprio non le aprono. La verità è che per avere un riscontro concreto (un acquisto o una manifestazione di interesse, come la richiesta di un preventivo) servono tanti punti di contatto, tra il tuo brand e il tuo potenziale cliente.

Dove concentrare le proprie risorse e strategie? Google e Facebook sono amici, almeno tra gli strumenti più nel web marketing. Non sappiamo se lo siano anche come aziende. Certamente sono rivali, in molti settori. Anche se non hanno lo stesso modello di business, hanno sicuramente molte aree di sovrapposizione. Ma non è questo di cui vogliamo parlavi oggi. L’argomento del post è, invece, la scelta delle corrette strategie di comunicazione.

Avere in tasca uno smartphone di ultima generazione, o nella borsa una reflex che fotografa praticamente al buio, non significa necessariamente produrre immagini di forte impatto emotivo, in grado di raccontare correttamente la nostra storia.

Le immagini che vengono (forse troppo agevolmente) prodotte oggi con gli smartphone generano una tendenza, quasi inevitabile, all’appiattimento e all’omologazione.

Possiamo uscire dal “tunnel” degli stereotipi, per le nostre fotografie, analizzando quali potrebbero essere i trend visuali per il 2018.

Vi proponiamo l’articolo che abbiamo scritto questa settimana per il Blog di un nostro cliente: www.quickfotozoom.it

Il sito Digitalic ha provato ad analizzare bel dettaglio i dati degli algoritmi di ricerca di Depositphotos (un importante sito di immagini di Stock) e ha intervistato i migliori fotografi per prevedere i trend visuali del 2018.

Ci hanno insegnato a pensare in ottica di B2B, business to business, e di B2C, business to consumer. Oggi si parla sempre più di H2H, human to human. E se ne parlerà sempre di più in futuro. Tutta la nostra comunicazione è incentrata sulle emozioni, e sull'umanità, in prima analisi per motivi etici senza dubbio: la comunicazione deve avere un "valore" e questo valore lo troviamo nelle emozioni che è in grado di suscitare. La comunicazione fondata sull'emozionare funziona meglio di quella fondata sull'informare.

Come si misura il successo delle nostre azioni? Raccogliendo ed analizzando dati. Ma devono essere i dati giusti, e non sempre facile individuarli. Anche nella comunicazione vanno misurati gli elementi corretti. E non sempre la corretta misura dei risultati sono le vendite, ma sono ad esempio l’immagine che riusciamo a creare, la fiducia che riusciamo a trasmettere nel pubblico che ha iniziato a seguirci, le esperienze che i nostri prodotti sono in grado di regalare a chi li utilizza.

Prima i concetti fondamentali. Il concetto fondamentale è che i concetti fondamentali vanno detti e scritti per primi, sul web, all'inizio di un testo. Questo gioco di parole è il fondamento della cosiddetta "regola piramide rovesciata". L'applicazione della regola è il consiglio fondamentale che l’informatico danese Jakob Nielsen, guru dell’usabilità sul web e massimo teorico dell’ipertesto, dà a chi scrive per il web.

Ci hanno insegnato a pensare all'interazione con i nostri potenziali clienti, in ottica di B2B, business to business, e di B2C, business to consumer, ma in futuro si parlerà sempre più di H2H, human to human. È importante focalizzare l’attenzione sull’individuo come persona e non solo come consumatore. Da quando si decide la strategia di marketing, a quando si imposta la singola newsletter o il post su Facebook, è sempre importante parlare alle persone.

Spesso si rivolgono a noi aziende che chiedono di valorizzare i loro prodotti e servizi con contenuti ad hoc. Alle volte si tratta proprio di creare una nuova immagine aziendale. Ci sono ditte, in Italia, che vantano decenni di esperienza nei settori i più svariati e fa specie, almeno a noi, che valori, tradizioni e modus operandi caratteristici di un saper far bene il proprio mestiere, non si trasformino, spontaneamente, nell’essere al passo coi tempi anche in rete.

Parlaci dei tuoi clienti, noi scriveremo per te i testi migliori per raggiungerli. Vuoi scrivere il testo per il tuo progetto e non sai come fare? Hai bisogno di articoli nuovi per dar vita al tuo blog? Vuoi raccontare la tua azienda nel tuo sito? Hai bisogno dei testi per le tue presentazioni e Brochures?

Quello appena finito è stato un anno rivoluzionario nell’ambito dei contenuti. Possiamo testimoniare che una larghissima parte di clienti è ora consapevole della necessità di produrre autonomamente contenuti originali. Chi non lo sa ancora, ascolta con reale interesse le potenzialità del content marketing ed è pronto a “lanciarsi” in un piano media basato sui contenuti, anche nei settori più imprevedibili.

Quando creo un libro, descrivo un mondo, che va ben oltre le frasi e i paragrafi contenuti all’interno del libro. Lo stesso vale quando creo un sito web, un oggetto, un programma televisivo, un film, un evento o una opera d’arte. In ognuno di questi casi, sto raccontando una storia. Le storie non sono interamente contenute nelle parole che le compongono. Anche una frase semplicissima ce lo dimostra: “Ero al sole sull’oceano”. Chiunque la legga ha la possibilità di creare nella sua testa la propria versione di questa immagine.

Solo la produzione di contenuti originali ed interessanti potrà portarvi nuovo traffico e nuovi potenziali clienti. La produzione dei contenuti, il content marketing, si articola intorno a tutti gli strumenti narrativi che la tecnologia ci mette a disposizione. Parliamo di "strumenti narrativi", perché oggi i contenuti non devono solo informare, ma devono raccontare, appassionare ed emozionare. In termini tecnici questo procedimento, narrativo, appunto, si chiama Storytelling.

Per decine e decine di anni chi si occupava di marketing andava sul sicuro: sommergeva il potenziale cliente con un flusso ininterrotto di pubblicità e di promozioni sui prodotti. Per definire gli obiettivi di comunicazione si utilizzava, non a caso, il claustrofobico termine "pressione pubblicitaria". E il consumatore era lì, dall'altra parte, che ascoltava passivamente. O meglio, riceveva i messaggi, ma non siamo sicuri che li ascoltasse davvero.

Il content marketing è al centro del modello di web marketing che abbiamo perfezionato e fatto nostro. Il content marketing è interessante, è creativo, è nuovo, è coinvolgente e permette di raggiungere grandi obiettivi come engagement social, appeal e autorevolezza agli occhi dell’utente, e, non ultimo, aumento di traffico verso il sito. Un contenuto ben studiato, ben realizzato e ben confezionato, può essere davvero la chiave di volta per migliorare la presenza online di un’azienda.

[vc_row fullwidth="false" attached="false" padding="0"][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h1" border_width="5" size="40" line_height="40" color="#393836" font_weight="600" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="30" align="left"]Tante storie, tanti strumenti per raccontarle: lo Storytelling[/mk_fancy_title][/vc_column][vc_column width="1/6"][/vc_column][/vc_row][vc_row fullwidth="false" attached="false" padding="0"][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text] Medium Lanciato da Twitter. Medium è un social testuale. Non lavora per immagini, ma per parole. Storie allo stato puro, dunque. Storytelling narrativo potremmo chiamarlo, se non fosse ridondante. Raccontare momenti, eventi, fatti, episodi nella forma più pura di narrazione. Con Medium ognuno di noi diventa un cantastorie. Ecco un esempio di una storia raccontata su Medium Google Plus Stories È l’ultimo servizio di Google, un album fotografico per ricordare i momenti migliori delle nostre vacanze, di un viaggio, di un evento a cui teniamo. Ma chi ci vieta di creare un altro tipo di storie, ugualmente da ricordare? Tutte le aziende, come ripetuto più volte, hanno storie da raccontare. Wired, in questo articolo, ci spiega come funziona Google Plus Stories Vine 6 secondi per raccontare una storia: questa è la filosofia che sta dietro Vine, un’applicazione che permette di creare un mini video e condividerlo su Twitter, Instagram e Facebook. Un filmato istantaneo, pochi attimi per immortalare un evento e trasmettere un messaggio. Sono sufficienti? Sì, perché una storia è fatta anche di brevità,

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Produrre contenuti, uscire dalla crisi Mi rendo conto che il titolo è un po' altisonante. Però contiene un verità incontestabile, ripetuta tante volte negli articoli del nostro sito: realizzare un sito internet è solo la prima parte del lavoro. L'obiettivo è uno solo: trovare nuovi clienti. Il metodi per raggiungere questo obiettivo gravitano tutti intorno a questo concetto: è indispensabile produrre contenuti originali, freschi, accattivanti, interessanti. La produzione di contenuti che rispondano a questi requisiti ha un forte impatto su tutti gli elementi che compongono un piano di web marketing: sono importanti per il posizionamento sui motori di ricerca (SEO) - google premia contenuti nuovi ed originali, non copiati possono generare "viralità", cioè voglia di condividerli sui social network e diffonderli, perciò, presso un pubblico più ampio rendono più efficaci tutte le altre forme di web marketing (e-mail marketing, campagne per pare clic