In modo inconscio il nostro cervello analizza costantemente l’ambiente che ci circonda cercando, prima di tutto, le informazioni che soddisfano i nostri bisogni primitivi. Allora è lampante che quando parliamo del nostro business e raccontiamo la storia del nostro prodotto le persone non ci ascoltano e non sono interessate. Siamo spesso troppo focalizzati su “noi”, e non su “loro” (le persone, i clienti). Non li stiamo aiutando a soddisfare i loro bisogni e non genereremo interesse.

Qual è lo strumento migliore per promuoversi online? Google? Facebook? Mi hanno detto che per il mio settore è meglio Linkedin. La mail no, ho provato ma ho visto che poi proprio non le aprono. La verità è che per avere un riscontro concreto (un acquisto o una manifestazione di interesse, come la richiesta di un preventivo) servono tanti punti di contatto, tra il tuo brand e il tuo potenziale cliente.

Dove concentrare le proprie risorse e strategie? Google e Facebook sono amici, almeno tra gli strumenti più nel web marketing. Non sappiamo se lo siano anche come aziende. Certamente sono rivali, in molti settori. Anche se non hanno lo stesso modello di business, hanno sicuramente molte aree di sovrapposizione. Ma non è questo di cui vogliamo parlavi oggi. L’argomento del post è, invece, la scelta delle corrette strategie di comunicazione.

Avere degli obiettivi nel web Marketing è sempre una mossa intelligente. Anzi per la verità è una mossa obbligatoria. Ma non tutti gli obiettivi si possono tecnicamente definire "intelligenti". È più che altro un gioco di parole, basata sul fatto che in Google Analytics, utilizzato per analizzare tutti (o quasi) i comportamenti dei nostri utenti, esiste una categoria particolare di obiettivi identificata, appunto, da questo aggettivo.

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I Social Media network-based (come Facebook o LinkedIn), sono costruiti a partire dalle connessioni sociali fra gli utenti (network). I Social Media content-based (come Instagram, ma anche Twitter) sono costruiti a partire dai contenuti. Posso trovare contenuti che realmente mi interessano, a prescindere dall’estensione della mia rete sociale. Posso infatti sfogliare il social media content-based a partire da uno specifico argomento. Indivisuado dal famigerato simbolo #, il cosiddetto "hashtag".

Adwords è prima di tutto lo strumento che porta il maggior numero di viste e di clic al tuo sito. Gli annunci di Adwords appaiono ogni volta che un utente digita parole chiave attinenti alla tua attività. In questo modo riceverai tante visite aggiuntive al tuo sito. Ma il ruolo di Adwords non è solo questo. È un potentissimo strumento di analisi dei comportamenti degli utenti.

Volete creare articoli che le persone trovino interessanti? Volete che le persone li condividano aumentandone la visibilità? Creare, gestire e far crescere un blog aziendale è qualcosa di più di scrivere un articolo e pubblicarlo sul sito. È un lavoro che attraversa varie fasi: pianificazione, preparazione, ricerca, scrittura, rifinitura progressiva, fino a raggiungere il risultato desiderato: un contenuto che colpisca il nostro target di potenziali clienti.

Quando, anni fa, abbiamo iniziato questo lavoro e ancora oggi, a dir il vero, ci siamo chiesti cosa fosse realmente importante imparare per offrire ai nostri clienti il miglior prodotto, quello maggiormente innovativo, quello che fa la differenza. Chi lavora con la rete, sa che ogni nuovo prodotto “deperisce” in fretta; tutto è già vecchio un attimo dopo la pubblicazione o la realizzazione. Questa è un’impasse funzionale al lavoro. Eppure, ci siamo detti, ci deve essere un elemento che faccia la differenza, che generi un salto di spessore.

“Numero sconosciuto. È il solito MMS promozionale? Lo apro e scopro che a spedirmelo è stato invece… Dexter? Nella foto brandisce un coltellaccio sanguinolento e mi ordina di scrivere immediatamente un indirizzo per aiutarlo col suo nuovo “lavoro in pelle”, se non voglio fare una brutta fine! Mi guardo intorno, sorpreso… Come hanno avuto il mio numero? Ma la tentazione ha già iniziato a lavorare dentro di me…”

Quando creo un libro, descrivo un mondo, che va ben oltre le frasi e i paragrafi contenuti all’interno del libro. Lo stesso vale quando creo un sito web, un oggetto, un programma televisivo, un film, un evento o una opera d’arte. In ognuno di questi casi, sto raccontando una storia. Le storie non sono interamente contenute nelle parole che le compongono. Anche una frase semplicissima ce lo dimostra: “Ero al sole sull’oceano”. Chiunque la legga ha la possibilità di creare nella sua testa la propria versione di questa immagine.

Sicuramente da un progetto di web marketing ti aspetti prima di tutto 2 risultati: più clienti e più persone che ti conoscono ed associano i tuoi prodotti alle loro esigenze e ai loro bisogni. I 2 obiettivi sono tra loro correlati. Perché vendere di più è certamente collegato alla notorietà. È giusto riporre aspettative elevate sul valore della comunicazione. D’altro canto, noi siamo qui apposta. È ancora più giusto che gli obiettivi siano realistici e raggiungibili.

Ricordate la battuta di Alberto Sordi, nella La Grande Guerra di Monicelli: "Com'è il rancio?" gli chiede il comandante. "Ottimo e abbondante", risponde il soldato Sordi. "Invece è una schifezza" replica il comandante. Una campagna Adwords perché fornisca abbondanti click deve essere "ottimizzata". Fina dall'inizio è importante che sia configurata nel modo corretto.

Solo la produzione di contenuti originali ed interessanti potrà portarvi nuovo traffico e nuovi potenziali clienti. La produzione dei contenuti, il content marketing, si articola intorno a tutti gli strumenti narrativi che la tecnologia ci mette a disposizione. Parliamo di "strumenti narrativi", perché oggi i contenuti non devono solo informare, ma devono raccontare, appassionare ed emozionare. In termini tecnici questo procedimento, narrativo, appunto, si chiama Storytelling.

L’assonanza con Armageddon è un po’ inquietante, vero? Certamente non sarà “la fine del mondo”, ma il nuovo algoritmo di Google creerà notevoli sconvolgimenti nel posizionamento dei siti più datati e non conformi agli standard più recenti. Gli esperti di Seo, l’insieme di tecniche per migliorare la visibilità dei siti sui motori di ricerca, l’hanno chiamato Mobilegeddon. È attivo dal 21 aprile 2015. Il cambiamento dell’algoritmo di Google questa volta è stato annunciato ufficialmente dall’azienda (in genere Google cambia senza dirlo, e l’attività viene registrata dagli esperti nei giorni successivi).

Facebook vorrebbe farci credere che un'efficace comunicazione visiva è costituita solo da scintillanti fotografie, prive di scritte, e illustrazioni. Il testo che Facebook concede di inserire nell'immagine da associare ad un post promosso non può superare il 20% della superficie totale dell'immagine stessa. "Troppo testo può apparire come spam e far pensare che il vostro annuncio sia di bassa qualità."

Tantissime persone, quando vogliono realizzare un nuovo sito, sono ancora legata a vecchi schemi: il sito web come catalogo. Si parte dalla prima pagina (home), per sfogliarlo seguendo un percorso logico di informazioni in qualche modo viste ancora in forma sequenziale. Una mappa della navigazione studiata in base alle proprie esigenze. Anche i quotidiani on-line, in qualche modo, seguono questa impostazione. La tradizione giornalistica della “prima pagina” sulla carta stampata è ancora ben presente in loro.

Esiste un copywriting anche per Twitter. I tweet scritti "meglio", attirano maggiormente l’attenzione di altri (e sono più cliccati). Come per il testo di una pagina web, anche per i "cinguettii" è possibile rintracciare delle vere e proprie teorie psicologiche collegate alla scrittura. Teorie che cercano di spiegare come mai un utente è portato a cliccare su un tweet piuttosto che su un altro.

[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3117" css=".vc_custom_1472624750559{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text]Chi fa web marketing, e soprattutto social media marketing, deve prima o poi fare la conoscenza con un "ospite" invadente e spesso poco gradito: il famigerato "epic fail". Notizia di oggi: epic fail di Zara. Aveva messo in vendita una maglia per bimbi a righe bianche e blu con una grossa stella a sei punte sul petto. Vi fa pensare a qualcosa? Ora, cerchiamo di analizzare la situazione, senza pregiudizi di nessun tipo. Sembrerebbe una gaffe madornale e in larga parte lo è. La t-shirt, prodotta in Turchia, era disponibile per Zara Israele, Francia, Albania e Svezia. E la notizia della stella di David che ricorda l’olocausto ebreo sta facendo il giro di Twitter, indignando diverse persone. Le scuse di Zara Zara ha risposto con un tweet chiedendo scusa ai suoi clienti: “Chiediamo veramente scusa ma il capo era ispirato alla stella dello sceriffo dei classici film western. Ora non è più disponibile nei nostri storse”. Io credo che effettivamente si potesse fare più attenzione

[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3112" css=".vc_custom_1472625844664{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text] Social media: 4 suggerimenti per la comunicazione visiva Le immagini capaci di interrompere lo "swipe" sono uno dei modi migliori per comunicare sui social media. Cosa significa interrompere lo "swipe"? Su un cellulare, un tablet o un computer, siamo ormai abituati a scorrere ciò che visualizziamo. Accade sia nelle pagine web, che nelle app dei vari social network. Quando ciò che vediamo ci colpisce, smettiamo di scorrere i contenuti per soffermarci sull'immagine che ha catturato la nostra attenzione, rallentando o interrompendo lo scorrimento per visualizzare la foto nei dettagli. Ecco cosa si intende con interruzione dello "swipe". Le immagini accattivanti sono in grado di interrompere lo "swipe" e focalizzare l'attenzione sui nostri contenuti. iStock Photos, il popolare sito di immagini di stock, ci fornisce alcuni preziosi suggerimenti: 1. Dai spazio all'immaginazione del cliente. Le immagini più efficaci spesso lasciano spazio all'interpretazione e, soprattutto, all'immaginazione. La casa automobilistica tedesca Audi spalanca le porte all'immaginazione del cliente. Con quasi tutte le immagini utilizzate, il cliente ha una totale libertà di interpretazione. Questo marchio ritiene che i suoi clienti abbiano "il coraggio di reinventare il possibile" e trasmette questa visione utilizzando immagini

[vc_row parallax="content-moving" parallax_image="3110" css=".vc_custom_1474362711116{margin-top: 60px !important;margin-bottom: 60px !important;padding-top: 15.6% !important;padding-bottom: 15.6% !important;}"][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row row_content_width="grid" css=".vc_custom_1472477710673{padding-bottom: 54px !important;}"][vc_column offset="vc_col-lg-offset-2 vc_col-lg-8"][vc_column_text]La domanda classica, quando si definisce un piano di web marketing, è: "Posso fare Google Adwords più avanti? Possiamo aspettare un po' per vedere come va, prima?". Le strategie possibili sono molte, ma rinviare, o non considerare l'utilizzo di Google Adwords, nasconde indubbiamente delle "insidie" (è il termine più neutro che mi è venuto in mente). In realtà di tratta di un autogol clamoroso, più che altro. Per capire perché Google Adwords "serve", vediamo di comprendere come funziona e quando ci può venire in aiuto. Google AdWords è il programma pubblicitario a pagamento di Google che permette agli inserzionisti di scegliere le parole chiave che attiveranno la pubblicazione dei loro annunci. Offre visibilità ulteriore al sito ed è particolarmente utile in momenti particolari della vita del sito: all'inizio, quando il sito è nuovo e nessuno, poverino, lo conosce, in momenti specifici dell'anno quando ci sono promozioni, offerte speciali, eventi particolari. Google Adwords funziona con il cosiddetto "pay per clic": il clic verrà addebitato solo se l’annuncio, oltre a essere pubblicato e visualizzato (impression) è anche cliccato (clic). La pertinenza delle parole chiave Il grosso vantaggio dell’uso di AdWords è quello di poter visualizzare gli

[vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h2" border_width="5" size="34" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="30" align="left"]Piccola guida Pinterest[/mk_fancy_title][vc_column_text] Organizzazione, regolarità e qualità delle immagini: ecco le linee guida essenziali per farsi seguire su Pinterest. Verificare il tuo profilo Pinterest Brand o utente, sembrerete più affidabili e professionali se il vostro profilo sarà verificato. Quando avrete verificato il vostro account di Pinterest (il procedimento è molto semplice), verrà visualizzato un segno di spunta accanto alla URL nel profilo Pinterest. Questa “V” spiccherà nella visione da mobile e durante la ricerca. Oltre a costruire la fiducia, la verifica dell'account permette anche di visualizzare la bacheca delle statistiche (analytics), per verificare come stanno andando i vostri pin e organizzare il vostro piano editoriale di conseguenza. Usa i Rich Pin Per arricchire l’immagine con informazioni, ricette e altri dettagli si possono implementare i Rich Pin, che sono una tipologia particolare di Pin: la visualizzazione di queste informazioni è messa in risalto e catturerà l’attenzione dei potenziali follower. Più informazioni darete ai vostri follower più saranno interessati a seguirvi. Ottimizza il tuo sito per Pinterest È importante che il vostro sito abbia gli strumenti per "pinnare" in modo semplice ed immediato i  contenuti: quando un' immagine piace a molte persone, sarà immediato per loro condividerla pinnandola. Cura la

[vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h3" border_width="5" size="42" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]Tutto è misurabile sul Web (con Google Analytics)[/mk_fancy_title][vc_column_text]Non ci stancheremo mai di ripetere, quando presentiamo un progetto di web marketing, che ormai sul web quasi tutto è misurabile. Nell campagne promozionale tradizionali, anche se teoricamente era possibile farlo, in alcuni casi, venivano davvero misurati i risultati? Sul web è tutto "tracciabile"; possiamo arrivare a capire quanto traffico ci porta ogni singola fonte, e, nel caso di un e-commerce, quanto quella fonte ci ha consentito di vendere. Lo strumento ideale è Google Analytics Google Analytics permette di monitorare gli accessi alle pagine dei nostri siti in modo più specifico di quanto possiate immaginare, grazie ad alcuni parametri che vanno aggiunti agli URL (gli indirizzi) da diffondere. Con questo sistema risulta quindi possibile tracciare le campagne su qualsiasi mezzo e non solo le campagne Pay Per Click (PPC) con Google AdWords. Volete sapere quanto traffico vi porta quelli specifico post ds Facebook, su G+, su Pinterest? Ecco, con questo sistema lo si può fare. Per tracciare i risultati di queste specifiche campagne, Google Analytics mette a disposizione cinque parametri da aggiungere agli URL, di cui tre sono obbligatori: utm_source [obbligatorio] serve ad identificare la sorgente da cui

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h1" border_width="5" size="32" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]L'ottimizzazione di base per il posizionamento sui motori di ricerca[/mk_fancy_title][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text][tratto da Come ottimizzare una pagina web per i motori di ricerca, di Giuseppe Lanzetta] Come realizzare una pagina perfettamente ottimizzata per i motori di ricerca? Nella nostra offerta lo abbiamo chiamato SEO base: include tutte le attività necessarie per ottimizzare una pagina per i motori di ricerca. Ecco lo schema di una pagina perfettamente ottimizzata Meta Tag dell’Head Title L’elemento più importante in una ottimizzazione on-page delle keyword è il tag title. Le parole chiave dovrebbero essere inserite all'inizio della breve frase che compone il "title". Meta Description Anche se non utilizzato per il ranking, il tag description è importante perchè negli snippet dei risultati della ricerca le parole chiave vengono evidenziate in grassetto, catturando lo sguardo degli utenti e contribuendo ad aumentare il click-through (il tasso di click rapportato al numero di visualizzazioni) Meta Keyword Questo tag non è ormai più utilizzato dai motori di ricerca, per cui può tranquillamente essere omesso Meta Robots Se il nostro obiettivo è ottimizzare la pagina per i motori di ricerca, bisogna stare attenti che l’istruzione presente in questo meta tag non disabiliti l’accesso

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h3" border_width="5" size="34" line_height="24" color="#393836" font_weight="inherit" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="40" align="center"]Realizziamo siti web (e non solo) a Cremona (e non solo)[/mk_fancy_title][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text]Un titolo un po' strano, vero? Beh, "realizziamo siti web" è una frase che, dall'analisi congiunta dei dati di Google Analytics, e di quelli di Strumenti per Webmaster, risulta essere apparsa almeno 30 volte al mese, associata al nostro sito, quando un utente l'ha cercata su Google. Però, non ci ha portato click. Perché? Perché non eravamo in prima pagina, nei risultati di Google, per questa frase. Ecco che per migliorare il posizionamento (e non solo) stiamo scrivendo un articolo sul Blog che parla di

[vc_row fullwidth="false" attached="false" padding="0"][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][mk_padding_divider size="40"][mk_fancy_title style="simple" tag_name="h1" border_width="5" size="40" line_height="40" color="#393836" font_weight="600" letter_spacing="0" font_family="none" margin_bottom="30" align="left"]Tante storie, tanti strumenti per raccontarle: lo Storytelling[/mk_fancy_title][/vc_column][vc_column width="1/6"][/vc_column][/vc_row][vc_row fullwidth="false" attached="false" padding="0"][vc_column width="1/6"][/vc_column][vc_column width="2/3"][vc_column_text] Medium Lanciato da Twitter. Medium è un social testuale. Non lavora per immagini, ma per parole. Storie allo stato puro, dunque. Storytelling narrativo potremmo chiamarlo, se non fosse ridondante. Raccontare momenti, eventi, fatti, episodi nella forma più pura di narrazione. Con Medium ognuno di noi diventa un cantastorie. Ecco un esempio di una storia raccontata su Medium Google Plus Stories È l’ultimo servizio di Google, un album fotografico per ricordare i momenti migliori delle nostre vacanze, di un viaggio, di un evento a cui teniamo. Ma chi ci vieta di creare un altro tipo di storie, ugualmente da ricordare? Tutte le aziende, come ripetuto più volte, hanno storie da raccontare. Wired, in questo articolo, ci spiega come funziona Google Plus Stories Vine 6 secondi per raccontare una storia: questa è la filosofia che sta dietro Vine, un’applicazione che permette di creare un mini video e condividerlo su Twitter, Instagram e Facebook. Un filmato istantaneo, pochi attimi per immortalare un evento e trasmettere un messaggio. Sono sufficienti? Sì, perché una storia è fatta anche di brevità,

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] L'importanza di raccontare una storia: lo storytelling [/vc_column_text][vc_column_text]Raccontare una storia: cattura l’attenzione, connette le persone e spinge all’azione. Esistono dei metodi per creare una storia di successo? Se non un vero e proprio metodo, certamente è possibile individuare i fattori chiave, che rendono un racconto interessante. Sì, a questo proposito ecco già una prima indicazione: si devono scrivere dei racconti, qualcosa di coinvolgente, quindi no al burocratese, alle frasi contorte con 4 subordinate per periodo, no ai luoghi comuni triti e ritriti. 1. Concentrati sulle passioni e le emozioni delle persone Una buona storia ha un protagonista, il che significa che si basa su sensazioni ed emozioni umane, non su dati e statistiche. Quindi raccontare una storia serviti di un personaggio, che può essere il narratore o il protagonista della storia; ti aiuterà a creare un maggior coinvolgimento e a raggiungere più facilmente con le persone. Una volta stabilita questa connessione, forse potrai permetterti di parlare di ‘numeri’. Devi parlare al cuore prima che alla mente, all'emozione prima che alla ragione. E le storie sono nate per questo. 2. Rendi partecipe il pubblico Le migliori storie catturano l’attenzione rendendo le persone partecipi e facendo in modo che desiderino intervenire nel corso degli eventi. Se stai cercando di proporre

[vc_row][vc_column width="1/1"][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Concorsi a premi (contest) e Facebook Ovvero Zuckerberg contro la burocrazia italiana Lo scorso 27 Agosto Facebook ha modificato le linee guida sulle promozioni, suscitando l'entusiasmo dei social media manager di tutto il mondo per la maggiore libertà  concessa nella gestione dei contest. Le linee guida del social, infatti, hanno sempre proibito alle aziende di organizzare concorsi direttamente sulla propria timeline. L'unico modo per realizzare un concorso a premi su Facebook era ricorrere ad applicazioni dedicate, a cui si accedeva da una tab della pagina. Cosa dice, invece, il nuovo regolamento di Facebook su contest e promozioni? La novità  più importante è, appunto, quella di poter gestire i contest direttamente dalla fanpage. Non c'è più bisogno di sviluppare applicazioni esterne per veicolare concorsi e promozioni; ora basta un semplice post (in teoria

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Web marketing: trovare clienti con internet in modo veloce!

Le informazioni viaggiano a velocità decisamente elevata. Nel mondo del marketing, così come nell’ambito delle comunicazioni commerciali, la rapidità di trasmissione delle notizie e dei dati è divenuta fondamentale, unitamente alla facilità di reperire e diffondere le informazioni. Fare pubblicità con internet significa farsi trovare prima della concorrenza e, di conseguenza, giungere prima di altre aziende al potenziale cliente. Il web marketing, in questo senso, ha il compito di studiare il mercato e sviluppare strategie che possano permettere all’impresa, piccola o grande che sia, di trovare clienti con internet.

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] I social network e i commenti degli utenti Il post di oggi si ricollega a quanto scritto nell'articolo dal titolo "I social network e l'empatia". Sembra esserci un livello di aggressività, a tratti inspiegabile, nel tenore dei commenti su Facebook, sugli altri social e sui blog. Si tratta di un aspetto e di un fenomeno che dobbiamo tenere in particolare considerazione, visto che stiamo insistendo, in questo blog, sulla necessità di attuare una strategia di "produzione di contenuti" o "content marketing". Se produciamo contenuti originali e interessanti, dobbiamo essere prontissimi a controbattere eventuali battibecchi, con i nostri lettori, che saranno anche potenziali o attuali clienti. E non dobbiamo farci prendere dal panico: già nella vita di tutti i giorni non si può piacere a tutti e ciò che diciamo, le nostre idee, le nostre azioni sono soggette, appunto, a commenti e a critiche. In rete questo fenomeno è amplificato. Occorre esserne più che consapevoli. Interessantissimo, ci pare, a tal proposito, questo articolo di Massimo Mantellini, apparso su www.ilpost.it [

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] Il misterioso "direct" di Google Analytics Google Analytics fornisce una mole estremamente ampia di dati. A volte ci si imbatte in voci di difficile interpretazione. Recentemente mi è stato chiesto, da un cliente molto attento alle questioni legate al web marketing, che significato avesse la voce "direct" nelle sorgenti di traffico. Principalmente la voce "direct" indica il traffico derivante dagli utenti che conoscevano l'indirizzo del tuo sito internet, e che, quindi, per arrivare a visitarti, hanno digitato direttamente per es. www.bubbleweb.it. Principalmente appunto, ma non solo

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] I contenuti che faranno felice Google e anche i tuoi lettori Ecco alcune idee per avviare un’attività di content marketing. Produrre contenuti costantemente aggiornati, originali e nuovi è l'unico modo per posizionare realmente in modo adeguato un sito sui motori di ricerca. 1. Le interviste I contenuti di qualità sono sempre la direzione migliore da scegliere. Chi può creare qualità meglio di un esperto di un particolare settore? La forma migliore per pubblicarli può essere quella dell’intervista. I vantaggi che si ottengono: aumentarà la fiducia da parte della community che segue il sito e gli esperti intervistati a loro volta vorranno condividere il contenuto e Google apprezzerà le citazioni. 2. Le liste Le liste sono considerate come un modo semplice e intuitivo per raccogliere informazioni e l’idea di leggere, ad esempio la “top 10” di un argomento implica l’aver selezionato tra decine e decine di contenuti per giungere alle 10 migliori. Questa considerazione certamente aumenterà l’interesse di un potenziale lettore. 3. Gli aggregatori di risorse Organizzate, catalogare, raggruppare i contenuti, offre un valore aggiunto agli utenti e Google guarderà con occhio benevolo a questo ulteriore sforzo. 4. I canali social Sembra banale ma spesso non viene fatto, perché il social media marketing viene gestito separatamente. Aggiornare sempre i canali, da

[vc_row][vc_column][mk_padding_divider size="40"][vc_column_text] E-commerce e Net economy, un passaggio necessario per la competitività delle PMI Per migliorare i processi di business della Piccola media impresa, in Italia, parlare unicamente di commercio elettronico è un po’ limitativo; sarebbe meglio parlare di net-economy, nel suo complesso. L’impatto e l’efficacia di internet non vanno valutati esclusivamente in termini di vendita diretta del prodotto. Le transazioni possono anche avvenire off-line, ma sono le modalità di comunicazione delle caratteristiche del prodotto così come il dialogo tra consumatore e produttore, che avvengono on line e che si rivelano determinanti per concludere una vendita. L’acquisto spesso avviene in questo modo: il potenziale cliente vede il prodotto sul sito, si informa su tutti i pregi e difetti, leggendo articoli, blog, commenti di altri utenti;  a questo punto, potrebbe acquistarlo on line o potrebbe anche recarsi nel punto vendita. In entrambi i casi il “motore” dell’acquisto sarebbe stato comunque il web, non inteso come il “semplice” sito, ma come tutto quell'insieme di informazioni e dati reperibili on line, spesso lasciati direttamente dai consumatori.  L’interazione tra l’azienda e l’utente, è un fattore di cui si parla meno, ed è forse il fenomeno più rivoluzionario di questi ultimi 2 anni. Si parla dei Social Network quasi sempre come fenomeno di costume;