Da qualunque lato la si guardi la cookie law va migliorata

La cookie law è comunque da migliorare, secondo noi

[tratto da: https://www.change.org/p/la-cookielaw-deve-rivolgersi-a-una-decina-di-browser-non-a-miliardi-di-siti-cookiechange]

“Questa nuova legge conosciuta come “cookie law” o “normativa sui cookies”, che obbliga tutti i siti che fanno uso di cookies a una serie di adempimenti, rende difficile il facile attraverso l’inutile.

Non metto in dubbio che lo scopo della legge (proteggere la privacy degli utenti del web) sia validissimo. Il problema è che la soluzione proposta è un assurdo incubo burocratico che non farà altro che peggiorare la situazione attuale, e quindi il web, che è patrimonio dell’umanità.

In particolare, questa legge:

1. Ostacola la libertà di espressione.
Uno degli aspetti che più amavo del web era il fatto che chiunque, con facilità, potesse crearsi un sito amatoriale includendo una miriade di servizi esterni (video, mappe, gestione dei commenti, pulsanti per la condivisione sociale, analisi degli accessi etc.). Oggi a quella stessa persona si richiede di possedere delle conoscenze più avanzante di programmazione e perfino legali, o comunque un maggiore dispendio di tempo e denaro, a detrimento della sua libertà di espressione.
(Le sanzioni partono da seimila euro).

2. E’ diseducativa!
Infatti educa i naviganti del web a prestare ancora meno attenzione alla propria privacy! Come si può pensare che vedendo una barra informativa in ogni sito in cui si arriva per la prima volta, il quale rimanda a una informativa estesa e dettagliata di diverse pagine, il navigatore si abitui a leggerne e valutarne attentamente tutte le implicazioni?
Quello che succederà è che tutti ci assueferemo e cliccheremo sempre più spesso “accetto” in modo automatico, senza nemmeno pensarci.

3. E’ la risposta sbagliata a una domanda giusta.
Siccome i cookie non sono altro che delle brevi informazioni che il sito chiede di installare su un browser, invece di obbligare i miliardi di siti a tutta una serie di adempimenti, basterebbe rivolgersi a una decina di produttori di browser.
Questi potrebbero facilmente includere un pulsantino ben evidenziato che rimandi a una informativa sui cookie, e alle istruzioni per:

impostare i tipi di cookie accettati (tecnici, di terze parti e di profilazione);
impostarne la durata massima;
gestire i cookie attualmente presenti (con possibilità di cancellarne solo alcuni o tutti);
Si noti che tutte queste opzioni esistono già in tutti i browser maggiormente diffusi! Sono solo un po’ nascoste.

Questo sì che promuoverebbe maggiore consapevolezza e sicurezza agendo, in modo semplice, su uno strumento che tutti dovremmo conoscere meglio in quanto sempre più importante nelle nostre vite: il browser.”

Per questi motivi un approccio innovativo, che per ora non è  stato tenuto in considerazione (per ragioni di business? Chissà) potrebbe essere quello di indirizzare gli obblighi verso i produttori di browser: sarebbe stato più semplice in effetti che farlo fare a miliardi di siti.

Condividiamo il 99% delle affermazioni dell’articolo.

Un solo dubbio: siamo sicuri che la libertà di espressione consista nel poter scrivere ciò che voglio, dove voglio, senza costi, competenze e senza alcun rischio?

Certamente, l’adeguamento avrebbe dovuto essere qualcosa di intuitivo, alla portata di tutti, non qualcosa di gestibile soltanto da tecnici ed esperti. (v. il nostro post “la cookie law e le gride di manzoniana memoria“)

Ma forse è anche ora che chi pubblica un sito web sia anche reso edotto e divenga consapevole delle conseguenze che ciò comporta.

Anche se ho un blog personale sono tenuto a sapere come funziona e cosa spedisce sui computer dei miei lettori.

Questa consapevolezza eviterebbe, in qualche modo, il tristemente famoso effetto del “sito fato da mio cuggino”, di cui parleremo a breve 😉

Nel frattempo la legge c’è, ed è necessario che i siti si adeguino. Speriamo che il Garante recepisca il sentire comune e che le istituzioni si dimostrino, per una volta, attente alle esigenze reali degli utenti.

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