Ebook, un elemento cruciale della content strategy e del content marketing che in pochi usano

Quasi tutti i libri ormai, vengono pubblicati, con il loro gemello in versione e-book.
L’ebook però è anche un validissimo strumento per auto-pubblicarsi, quando, come spesso capita in Italia, i grandi gruppi e quelli più vecchi di te “non ti si filano per niente”.
Non è del tutto corretto, però, pensare che l’ebook, sia solo per aspiranti scrittori, novelli Dostoevsky che si avventurano nel mondo della letteratura.

L’ebook è anche un fondamentale strumento, parte della strategia di content marketing, di cui parleremo nei prossimi post.

In poche parole: possiamo scrivere un ebook che parli di noi, del nostro lavoro, della nostra azienda e che generi traffico al nostro sito, ma, ancor più importante generi interesse nei lettori per quello che facciamo e li spinga ad approfondire, leggendo sempre di più, o contattandoci.

Ovviamente l’argomento dell’ebook dev’essere interessante per il pubblico.

A cosa sono interessati i vostri clienti, quale tipo di bisogno vogliono soddisfare? Come può il nostro brand aiutarli nella vita di ogni giorno?

Un ebook permette di posizionare il brand come fonte attendibile di informazioni, che non siano direttamente rivolte a convincere ad acquistare.

Questo aspetto, l'”agnosticismo” rispetto alle vendite è essenziale: perché l’obiettivo è risolvere un problema dei clienti o condividere risorse, non convincere all’acquisto. Si racconta, non si vende.

L’ebook può essere venduto, o può essere regalato, dipende da cosa richiedono le circostanze e da come è strutturato il piano marketing.

Se l’obiettivo è diffondere informazioni, per poi, in seconda battuta, vendere i nostri prodotti e servizi, la strategia del regalo può essere valida. Attenzione però, che il regalo può dare la percezione di un prodotto di scarsa qualità: “mah, sì.. l’avranno scritto in quattro e quattr’otto con dei copia incolla, so anche io che lo regalano”.

Nell’interessantissimo blog di Francesco Gavello, ho trovato un post che fornisce interessanti spunti per pubblicare un ebook. Il mio personale parere è che tutto si può fare da soli, se si è bravi e volenterosi, ma l’aiuto di un’agenzia specializzata nel “content marketing”, nel “web marketing”, nel “social media marketing” e qualsiasi altro marketing vogliamo aggiungere, si rivela una spinta in più, alla quali non si dovrebbe rinunciare, per risparmiare qualche migliaia di euro. Ok, son di prate, me ne rendo conto… però lo scrivo lo stesso.

Parliamo, quindi di strategie e di esperienze concrete.
L’autore del post che citerò di seguito è Luca Panzanella, che ha scritto il bel libro “Vivere Freelance“, che è illuminante per certi versi e fa venire una gran voglia di fare, ma, per altri versi ti lascia ocn l’amaro in bocca perchp ti rendi conto che viviamo tempo in cui bisogna fare tutto da soli, che ogni idea darà un’origine ad una terrificante battaglia contro i preconcetti ed i luoghi comuni, prima che essa possa vedere la luce.

Un anno e mezzo fa l’autore decide di vendere il suo ebook online.
Il giorno del lancio vende due copie e così sarà ogni giorno nei trenta successivi.
In poco più di un anno vengono vendute 500 copie, prezzo di copertina tra i sedici e i ventuno euro a seconda della versione ebook o cartacea.

Ecco i suoi consigli

I Marketplace dei libri

Siti come Ilmiolibro.it e amazon.com sono delle ottime vetrine, ma funzionano perfettamente per libri ed autori che sono già famosi. Un piccolo ebook, sconosciuto, così non riuscirà mai a ritagliarsi il suo spazio. E finisce che su questi canali si vendono solo quattro copie in un anno… e si finisce per esclamare, tipicamente: “Ecco io lo sapevo, internet è aria fritta, non funziona”

I marketplace di libri sono degli ottimi carrelli della spesa, e ci si trova praticamente ogni libro che è stato pubblicato (non tutti anche in book, sfortunatamente, ma il catalogo si amplia ogni giorno, a vista d’occhio) ma non hanno una “community così forte da far convertire un navigatore disattento in un cliente felice”.

Quindi, in parole povere, una volta che ha messo il tuo libro lì, il lavoro è appena cominciato; e qui intervengono tutti i vari “marketing”, citati poco sopra.

Il prezzo di copertina

Individuare il prezzo perfetto non è semplice, in apparenza… ma poi si scopre che il prezzo non è un fattore così determinante.

“Chi ha interesse a comprare il libro pensa che il prezzo sia onesto e lo compra; chi non ha interesse ti accusa di essere un ladro e non compra. Magari lo ruba.
Ecco un dato che mi ha sempre colpito: alla fine della demo (scaricabile gratuitamente) c’è un sconto del 10% per convincerti ad acquistare il libro. È un piccolo sconto, e va bene; ma stupisce che delle 500 copie solo in tre lo abbiano effettivamente utilizzato.
A chi compra il libro cartaceo do la possibilità di regalarne una copia con uno sconto del 40%: nessuno lo ha fatto. Eppure almeno il 40% delle vendite sono avvenute grazie al passaparola.
Dunque? Dunque il prezzo è un dato meno sensibile di quanto siamo istintivamente portati a pensare.
C’è chi compra e chi non compra. A prescindere del prezzo.”

Lulu.com

Lulu.com, altro marketplace di libri, è senza dubbio il migliore. Ti regala un codice ISBN e con pochi click metti subito in vendita il tuo libro.

Ma non è tutto oro quello che luccica: Lulu.com trattiene commissioni pari al 20% per ogni acquisto della versione ebook e quasi 10 euro di costo fisso per pubblicare un libro e spedirlo con tempi lunghissimi.

E quindi? Quindi la strada giusta è quella di farsi il proprio e-commerce, siamo qui apposta.

La lista

Citiamo, sempre dall’articolo dell’autore di “Vivere Freelance”

“Una cosa che ti chiedono tutti quando vuoi fare un business del genere è: “Sì, ma ce l’hai la lista?”. La lista altro non è che una sfliza di email a cui promuovere il tuo libro. Di solito quando fai scaricare un libro dai una demo in cambio dell’email: e così cominci a popolare la tua lista.

Il problema però è che ti perdi l’aspetto social: chi scarica la tua demo potrebbe volere condividere l’azione che sta facendo.

La soluzione finale è un po’ articolata, non credo l’abbia mai usata nessuno e non so se vale più del metodo classico.

Ad ogni modo funziona così: per scaricare l’anteprima gratuita di Vivere Freelance devi prima condividere un tweet o uno status su Facebook tramite il servizio Pay with a Tweet. Alla fine della demo c’è una pagina con scritto: vuoi leggere la seconda parte della demo? Lascia la tua email.

Alla fine della seconda demo c’è un link all’acquisto diretto.”

 

 

 

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