Il panda ed il pinguino vanno in gita a Venezia

Posizionamento organico o universale? | Seo-magazine.it

Panda, Penguin e Venice sono alcuni degli ultimi aggiornamenti dei complessissimi algoritmi con cui Google indicizza e posiziona un sito internet.
Per fare un’attività di posizionamento di un sito bisogna fare conoscenza con tutti loro.

Posizionamento organico e universal search: di cosa si tratta?

Da un elenco di risultati considerati “migliori” (10 per pagina) si è passati a una frammentazione estrema delle SERP (search engine results page, la pagina dei risultati di google, quando digitiamo una qualsiasi parola) che comprendono al loro interno video, immagini, risultati geolocalizzati per i quali si concorre con regole proprie.

Fare SEO, quindi, si complica.

Per posizionamento organico  si intende la posizione più alta possibile raggiunta all’interno dei risultati nella forma “title-url-description”;

Questi risultati con un’azione tradizionale di search engine optimization come quella che abbiamo affrontato finora insieme.

Sai dov’è il problema? In certe SERP sei primo sui risultati organici ok, secondo, benissimo, terzo, va più che bene…

… ma poi si mette in mezzo l’universal search con le sue mappe, i suoi video da YouTube, etc… e quel quarto posto nell’organico visivamente è il 10° risultato.

Perché? Cosa è successo?

Fin dal 2007 esiste l’Universal Search ovvero l’introduzione nelle SERP non solo dei semplici link ai siti ma anche gli altri tipi di risultati “multimediali”: immagini, video, mappe, news e più di recente prodotti e segnali sociali (provenienti da Google+).

Ad esempio se cerchi un pezzo degli U2, digitando “With or without you” nella casella della ricerca, molto probabilmente Google presenterà come primi risultati i video da YouTube direttamente in SERP.

Google Venice Update

Sulla scia di SERP sempre più utili all’utente nel 2012 Google ha lanciato un aggiornamento al suo algoritmo molto interessante in ottica futura: il Google Venice Update.

La crescita dell’utenza che naviga da mobile (tablet e smartphone) e conseguente geolocalizzazione della connessione di ogni dispositivo ha portato a implementare questa funzione che fornisce i risultati più vicini all’utente in base alla posizione del suo device.

Insomma, se prima cercavo “pizzeria” come keyword “secca”, cioè senza indicare la località, avevo in SERP i risultati organici a prescindere dalla località di riferimento.

Adesso con Google che sa, grazie ai dati sulla connessione in quale città ci troviamo, se io ricerco “pizzeria” mi restituirà in SERP i risultati di attività localmente vicini a me – come fattore di ranking “super partes”, al di là dell’ottimizzazione SEO.

Se avessi effettuato la ricerca da tablet, magari a Firenze, Google mi avrebbe restituito i risultati di “pizzeria” localmente riferiti alla città toscana.

Questo cambia decisamente le carte in tavola, ancora una volta…

21 Giugno 2013
Ebook, un elemento cruciale della content strategy e del content marketing che in pochi usano

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