Internet: dove ha senso e dove non ha senso investire

Non trasformare in spazzatura i tuoi investimenti pubblicitari

Premessa necessaria: non vogliamo insegnare a nessuno il proprio mestiere.

Vogliamo essere solo buoni consiglieri, perché è nostra intenzione proporci come consulenti, non solo, come troppo spesso è stato inteso, come puri esecutori tecnico-creativi.

Abbiamo sentito ripetere tante volte, come un mantra: “eh, ma il sito internet ci vuole, ma adesso non è una priorità… lo faremo, ma ora ci sono altre cose importanti su cui dobbiamo concentrarci”.

Perché internet, o meglio il web marketing, non è percepito come un’attività strategica?
Forse perché per anni, in un certo senso, si sono davvero buttati via dei soldi… non tanto in lavori di bassa qualità, ma in lavori la cui reale efficacia non è mai stata misurata.

Chi ha misurato, con un qualsiasi strumento, l’impatto/efficacia del proprio sito web alzi la mano… o faccia un click 😉

John Jantsch, nel suo libro Duct Tape Marketing, sottotitolo “La guida più pratica del mondo per il marketing della piccola impresa” parla di quali sono le principali spese inutili, sostenute dalle imprese in assoluta “buona fede”, (perché nessuno ha avuto il buon cuore di far notare loro quali erano gli errori), per la propria comunicazione sul web.

Ci sono cose che non vale la pena pagare ed è importante tenerle a mente:

  • La pubblicità non tracciabile. Internet da ogni possibile e immaginabile strumento per “tracciare” il comportamento degli utenti.
    In modo preciso, molto preciso, preciso come non è mai stato con nessun altro media.
  • Imparare a definire KPI (sono i Key Performance Indexes: indicatori di efficacia di una campagna pubblicitaria)  su cui valutare le campagne di web advertising è il bello del web. Non utilizzarlo è masochistico, inutile, dannoso.
    Siete giustificati solo se avete un impero editoriale basato su carta e media tradizionali, settori che, guarda caso, che il mantra della tracciabilità sta progressivamente facendo “colare a picco”.
  • Misurare il tasso di conversione di ogni operazione di web marketing è quasi  un dovere morale; la misurazione del ROI dell’investimento è l’obiettivo finale.
    Attenzione, non tutto ciò che è web viene effettivamente tracciato; nel limbo delle pubblicità non tracciate vi sono tipicamente portali (da Pagine Gialle, al sito privato, che offre spazi pubblicitari di varia natura), campagne DEM (direct e-mail marketing, la cara vecchia newsletter) incontrollate, iniziative social generiche volte solo all’incremento della base di fan di una pagina).

Recentemente mi sono imbattuto in questo articolo… era linkato in un post sulla pagina facebook di un’azienda che offre un metodo per acquisire nuovi clienti.

Come perdere soldi nel marketing (fai anche tu questi 2 errori tipici)?

Di seguito una lista di errori da evitare assolutamente per non perdere soldi in campagne pubblicitarie in periodi di crisi

Errore n.1 – Investire in pubblicità solo perché ti fa sentire al passo coi tempi (e non perché ti fa guadagnare)

Molti piccoli imprenditori e consulenti nel tentativo di promuovere le loro attività utilizzano le stesse logiche delle grandi multinazionali: pubblicità basate sulle immagini e sulla diffusione della “notorietà del marchio” (brand awareness).

Il risultato? Sprecare risorse.

Errore n.2 – Spendere a casaccio in pubblicità senza tener traccia di quale campagna pubblicitaria ti ha portato più soldi

Un modo comune di perdere soldi con la pubblicità è non monitorare le sorgenti che producono di più, e lasciare che queste consumino le risorse aziendali o abbattano i profitti.

Non è sempre facile: ma occorre monitorare sempre le tue sorgenti in modo differenziato. Se ad esempio investi in cartellonistica stradale, inserisci un numero verde differente rispetto alla tua pubblicità sui giornali. In questo modo potrai controllare quale canale rende di più, e togliere l’altro.

Che cosa è tracciabile? E in cosa vale la pena investire? Ne parleremo a brevissimo in un prossimo post.

Non smetteremo mai di ripetere: il sito internet da solo non serve a nulla, se non è supportato da una impeccabile strategia di web marketing, con misurazione e analisi dei risultati.

 

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