Quando il Brand sei tu

“C’erano una volta il mondo reale e la vita reale.
Tutto avveniva sotto gli occhi delle persone che avevamo vicino.
[…] C’era la scuola, con i compagni e i professori, c’erano le ricerche per l’università, gli studi in comune e la ricerca del lavoro. Poi c’era il lavoro: seduti in un ufficio, senza sentire o vedere nessuno se non i propri colleghi, così come c’erano i contatti tenuti solo per telefono, o al massimo di persona, con clienti e superiori.
Poi c’erano i rapporti umani, in cui tutto era circoscritto all’ambito fisico e, di conseguenza, fisicamente raggiungibile dai nostri arti o dai nostri sensi.
Poi c’era l’amore, quella cosa meravigliosa che doveva nascere per forza con qualcuno che, nel bene e nel male, condivideva almeno in parte la tua vita e i tuoi spazi: non potevi certo trovarti la fidanzata in Australia senza andare in Australia.
Tutto questo oggi non c’è più. O almeno, c’è ancora ma si muove secondo altre regole.
[…] La nostra società e i rapporti sociali sono mutati; sono diventati molto più permeabili dall’esterno, molto più complessi numericamente, a volte molto più frivoli, altre molto più profondi.
[…] Grazie ad un mondo interconnesso aumentiamo relazioni, opportunità e possibilità, conoscenza e informazioni. […] E se queste connessioni hanno un valore, questo viene trasmesso a noi o da noi.
[…] Oggi Noi siamo un marchio, siamo un Brand, siamo qualcosa di più di una persona che ha rapporti stabili e solidi con un centinaio di persone, che saranno e rimarranno sempre quelle per tutta la vita. Noi siamo di più dell’individuo che eravamo, siamo diventati un marchio, un veicolo di informazioni più o meno potente. […] Questo è il Personal Branding, ovvero fare di noi stessi un marchio. Coltivare noi stessi e la percezione che gli altri hanno di noi.

Dalla prefazione di “Fai di te stesso un Brand. Personal Branding e Reputazione Online”, di Riccardo Scandellari, Dario Flaccovio Editore.

Ecco perchè è fondamentale, per chiunque abbia bisogno di relazionarsi e proporsi ad un pubblico, produrre contenuti che raccontino noi, la nostra vita, i nostri valori, le nostre passioni. È fondamentale comprendere come tutto ciò possa essere utile a livello umano e lavorativo. Come ogni “storia” possa contribuire a creare di noi una percezione di affidabilità, di credibilità e fiducia.

Essere online non è più un semplice vetrina.

È un racconto complesso e in costante evoluzione. Raccontarsi, in un blog, sui social, con l’utilizzo di diversi media, è un’attività che dovrebbe entrare a far parte delle nostre (sane) abitudini quotidiane.

libro personal branding, Riccardo Scandellari

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