Se me lo racconti è un saggio. Se me lo mostri è una storia.

«Mostra ogni cosa ai lettori, non dir loro nulla». Ernest Hemingway

Raccontato: Margaret era una meraviglia, altissima e sfavillante come il sole che le gonfiava la lunga chioma.

Mostrato (Show don’t tell): Margherita balzò in piedi. Urtò il soffitto con la testa. «Ahi! Che male!», si massaggiò la parte dolente. Abbassò gli occhi, notò che la stavo guardando e sfoggiò un sorriso a trentadue denti. Venne verso di me; la chioma bionda grattò il parquet e lasciò una scia nitida tra i banchi di polvere.

Qual è la differenza? Nella versione Show don’t tell abbiamo descritto la scena attraverso un’azione e non una descrizione. 

Il “dinamico” contro lo “statico”. 

Una buona scrittura mostrata presenta un gran numero di verbi d’azione e una minoranza di passivi o ausiliari. Questi ultimi danno vita a immagini concrete ma immobili.

[tratto da: https://immersivita.it/show-dont-tell-mostra-non-raccontare/]

Un altro esempio:

Raccontato: Giangi era arrogante

Mostrato: Quando la cameriera arrivò con il vassoio, Giangi non alzò lo sguardo dal portatile; con la mano indicò alla cameriera di lasciarlo sul tavolo.
«Posso fare altro per lei?» disse la giovane donna.

«Cosa mai potrebbe fare per me una cameriera, mentre sto preparando il discorso per il presidente?»

La tecnica definita “Show, don’t tell”, ovvero, mostra, non raccontare, è un procedimento che si adotta in narrativa, e quindi anche nella scrittura di post social, articoli per blog, testi aziendali, in cui l’autore mostra i personaggi in azione, anziché descriverli.

Scrivere mostrando significa anche abolire le parole inutili, che non aggiungono nulla alla scena, e soprattutto i termini aulici o altisonanti. 

Tutto ciò che distrae dalla scena e dalla narrazione è considerato errore, poiché spezza la magia dell’immersione del lettore negli eventi e nel personaggio.

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10 Luglio 2019
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